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Data: 22/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scontrini detraibili contro l’evasione il criterio entra nella delega fiscale

ROMA Sebbene lo stesso governo abbia qualche perplessità a definirlo una riforma del fisco a 360 gradi, il disegno di legge delega approvato ieri dalla commissione Bilancio del Senato è un testo importante, che contiene novità attese da anni come quelle che riguardano il catasto. Il provvedimento ora passa nell’aula di Palazzo Madama con alcune novità rilevanti, come l’introduzione del principio del contrasto di interessi nella lotta all’evasione fiscale, ma la sua effettiva attuazione è condizionata dalla agitata fine della legislatura.
Quando ci sarà il sì definitivo del Senato, la legge dovrà andare alla Camera; ma trattandosi di una delega, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale i principi della delega dovranno essere tradotti in norme effettive attraverso i decreti delegati del governo. I tempi sono strettissimi e anche se il governo ha fatto sapere di avere già pronti almeno alcuni dei decreti, c’è il rischio che tutta la costruzione salti, per ripartire da zero dopo le elezioni.
In ogni caso la commissione Bilancio ha cambiato il testo in alcuni punti significativi. Spicca tra gli altri correttivi l’emendamento del Pd che introduce nell’ordinamento fiscale un’idea di cui di discute da tempo: quella secondo cui si può ridurre l’evasione fiscale introducendo detrazioni fiscali per una serie di spese. In questo modo sarebbe interesse dei cittadini richiedere scontrini e fatture da far valere in sede di dichiarazione, e quindi spingere commercianti e artigiani a non operare in nero. Le maggiori entrate derivanti dalla regolarizzazione di molte attività supererebbero il minor gettito conseguente agli sgravi fiscali per i consumatori.
Va ricordato che un meccanismo del genere esiste già nel settore dell’edilizia, con le detrazioni per le ristrutturazioni e quelle per il risparmio energetico. In questo settore gli sconti hanno funzionato, anche perché i pagamenti alle imprese vanno obbligatoriamente fatti con bonifico bancario. Più difficile è immaginare come il principio potrebbe essere applicato alle spese più minute, ma la legge delega non entra nel merito rinviando ai provvedimenti successivi.
La legge è anche il terreno su cui si combatte da settimane uno scontro tra maggioranza e governo, in relazione all’accorpamento delle agenzie fiscali. È stato approvato contro il parere dell’esecutivo un emendamento che fa slittare di sei mesi la fusione tra Entrate e Territorio. Il governo però intende ripristinare il precedente testo e lo farà con tutta probabilità chiedendo la fiducia su un maxi-emendamento che si discosterà dal testo votato dalla commissione.
ADDIO CARTELLE PAZZE
La stessa commissione Finanze nella giornata di ieri ha dato il via libera, all’unanimità, ad un altro disegno di legge che disegna nuove regole sulla riscossione, contro il fenomeno delle «cartelle pazze». In particolare è previsto che la cartella sia annullata d’ufficio qualora l’ente creditore (ad esempio il Comune) non fornisca entro 220 giorni una risposta al contribuente che dichiara di aver ricevuto una cartella non dovuta. Sono previste naturalmente sanzioni per le dichiarazioni truffaldine. Contemporaneamente è stata abbassata a 1000 euro la soglia sotto la quale non possono scattare le cosiddette ganasce fiscali.

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