PESCARA «Le misure del governo non portano efficientamento, anzi portano il contrario, e le Regioni non possono indire gare senza sapere quante risorse avranno nel 2014». Ci volevano queste parole pronunciate dal governatore Gianni Chiodi, nel corso della conferenza Stato-Regione a Roma, ad aggiungere l’ultimo elemento di negatività sul processo di riforma verso l’azienda unica nel settore del trasporto pubblico locale (Tpl). Una situazione ferma alle buone intenzioni, dal momento che non ha registrato alcun passo concreto in avanti e che deve fare i conti anche con i probabili effetti della spending review accennati da Chiodi.
Chi è stanco di aspettare sono i sindacati che in un documento congiunto – firmato da Franco Rolandi (Filt Cgil), Alessandro Di Naccio ( Fit Cisl ), Luciano Lizzi (Faisa Cisal ) e Michele Giuliani (Ugl trasporti) – scrivono basta a ulteriori rinvii e scuse pretestuose per ritardare la riforma. «Avverseremo e continueremo a denunciare gli episodi contraddittori che dovessero verificarsi tipici da "dottor Jekyll e mr. Hyde"», aggiungono in riferimento al comportamento della politica nelle tre aziende regionali (Arpa, Gtm e Sangritana) destinate ad unirsi. I sindacati citano un caso nell’Arpa secondo cui alcuni esponenti politici regionali, sollecitano la nomina di un nuovo consigliere nel Cda. «Così», sottolineano, «come sembrerebbero delinearsi in altre aziende pubbliche del settore, alcune promozioni di personale, anche in figure apicali, la cui utilità ed indifferibilità è tutta da dimostrare».
Sentito per telefono, l’assessore ai Trasporti Giandonato Morra è apparso stranamente silenzioso. Limitandosi a dire che ai primi di dicembre porterà in consiglio regionale i documenti per la riforma.