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Pescara, 26/03/2026
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Data: 23/11/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Trasporto ferroviario e disservizi - Senza soldi rotaie abbandonate. L’assessore Morra: «A Roma stanno davvero esagerando»

In caso di guasto i tempi d’intervento saliranno da una a 3 ore

PESCARA L'Abruzzo su rotaie è a rischio paralisi. Il gruppo Rfi (Rete ferroviaria italiana) ha presentato un piano di riorganizzazione della manutenzione delle linee che rischia di dare un colpo di grazia al servizio ferroviario nazionale. Il provvedimento riguarda da vicino la regione. La riorganizzazione, infatti, prevede che sulle linee con una frequenza di traffico inferiore a 40 treni al giorno non venga più effettuata la manutenzione ordinaria, ma solo quella standard, che verrebbe compiuta in regime di sospensione della linea e risulterebbe utile soltanto a garantire la sicurezza della circolazione. I parametri individuati nel piano presentato da Rfi andrebbero ad incidere sul 50% dell'intera rete nazionale e sulla quasi totalità delle linee abruzzesi, ad eccezione della linea Adriatica. «Una tale contrazione dell'attività manutentiva - denuncia Tino Di Cicco, responsabile regionale di Federconsumatori - determinerà, come conseguenza immediata, un aumento di anomalie e problemi nella circolazione dei treni». Il progetto di riorganizzazione contempla anche una rimodulazione dei tempi di pronto intervento in caso di anomalie. «Dall'ora attuale si arriverà fino a tre ore - prosegue Di Cicco -. Questa dilatazione dei tempi per il ripristino della normalità indurrà i gestori del trasporto ferroviario ad incrementare in modo consistente l'utilizzo dei bus sostitutivi, anche a causa della sospensione del servizio per gli interventi di manutenzione programmata, e la conseguenza sarà un'ulteriore perdita di affidabilità nel campo della mobilità ferroviaria». Le ferrovie abruzzesi, dunque, rischiano di andare in tilt. Già adesso, a causa di un parco treni datato, di linee sempre più vetuste e di una progressiva riduzione delle corse, si registrano notevoli disagi per i viaggiatori. Aumentano i reclami e le proteste dei pendolari abruzzesi: le linee che registrano i maggiori disservizi, tra treni soppressi, guasti ai veicoli e vagoni iper-affollati, sono la Pescara-Roma, la Termoli-Teramo e la Sulmona-Teramo. Qualche anno fa, su un treno in viaggio da Teramo verso Giulianova, si verificò addirittura un principio d'incendio. Gli unici servizi di manutenzione che trarranno giovamento dal piano di riorganizzazione sono quelli effettuati sull'Alta Velocità, che vedrà scendere i tempi d'intervento da 60 a 30 minuti. L'Abruzzo è fuori dal circuito, ma l'Alta Velocità, più in generale, arriva a coprire soltanto il 25% della rete ferroviaria italiana. «Mi sono arrivate delle voci, ma non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale - commenta l'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra -. Aspetto di leggere le carte, eventualmente se ne dovrà parlare in commissione trasporti, ma posso già dire che non condivido affatto un provvedimento di questa portata e che a Roma stanno iniziando davvero a esagerare».
L'assessore è costretto a parare anche gli attacchi dei sindacati, che puntano il dito contro i ritardi sul varo dell'azienda unica dei trasporti. «Non ci sono problemi in tal senso - dice Morra -. Il progetto di riforma arriverà obbligatoriamente in Regione entro la fine dell'anno». E sulle voci relative alla nomina di un nuovo consigliere nel cda dell'Arpa, «no comment - replica secco -. Almeno per adesso».

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