PRATI DI TIVO. Se fino a ieri tutti gongolavano per l’accordo trovato tra la Gran Sasso Teramano e la Sangritana perché quest’ultima, con l’annullamento del canone, gestisse gli impianti per salvare la stagione ai Prati di Tivo, ora gli animi paiono essersi raffreddati. A far saltare l’intesa economica tra la Gran Sasso e questa volta la Siget, la ditta che cura la manutenzione degli impianti, è il capitolo fidejussione. La Siget la richiede, la Gran Sasso nicchia. Se si era raggiunto un accordo sulla cifra dell’affidamento della manutenzione (50mila per tutta la stagione invernale a fronte dei 65 mila richiesti), l’ostacolo si è presentato sul versante fidejussione.
Il presidente della Gran Sasso Teramano, Marco Bacchion, assicura la solvibilità del suo ente «che è un buon pagatore, semmai lo fa in ritardo ma alla fine paga sempre». L’amministratore Siget, Antonio Riccioni, non ci sta «perché per noi- precisa- già solo un mese di ritardo diventa un grande scoglio: abbiamo già scontato 15 mila euro a Bacchion, in più abbiamo rinunciato all’anticipo del 30%, chiedere una fidejussione bancaria è legittimo da parte nostra». Sulla vicenda pende anche la questione ricambi. Riccioni vuole che vengano pagati da Bacchion, quest’ultimo vuole che ci pensi lui. Insomma, fino a ieri questa era la situazione di stallo, arenatasi all’improvviso dopo che l’intervento della Sangritana aveva riportato un po’ di sereno a Prati di Tivo. «Non vorrei che all’improvviso diventassimo i capro espiatori di questa situazione» conclude Riccioni.