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Data: 23/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le primarie (c-dx) - Pdl, sì ad Alfano: primarie il 16 dicembre. Il segretario ottiene il via libera alla corsa nel partito mentre Berlusconi lavora alla sua «Forza Italia 2.0»

Anche gli ex di An contro lo slittamento del voto
Domani parte la campagna elettorale in tutta Italia

ROMA Niente rinvio e niente colpo di spugna. Il Pdl celebrerà le primarie come chiedeva il segretario Angelino Alfano. E con l’aiuto degli ex di An guidati da Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, la consultazione verrà celebrata il 16 dicembre. Non il 13 gennaio. In più, Silvio Berlusconi viene descritto «irritato e sempre più disinteressato»: «Il Cavaliere non boicotterà le primarie, ma il suo disimpegno sarà totale e non è da escludere qualche colpo a sorpresa...», sibila un suo stretto collaboratore. Motivo: a gennaio, sperando in un’assoluzione per il caso-Ruby, Berlusconi lancerà «Forza Italia 2.0». E bye bye Pdl.
La data del 16 dicembre in qualche modo blinda le primarie. Evita, come temeva Alfano, che il Cavaliere potesse smontargliele avendo più tempo a disposizione. Ma, come è sbottato Sandro Bondi (sembra consigliato da Berlusconi) «la decisione l’ha presa La Russa». Spiegazione: di buon mattino nell’aula di Montecitorio il coordinatore ex An ha incontrato Alfano e insieme hanno discusso di un ultimo sondaggio che vede Giorgia Meloni crescere in quindici giorni, con Alfano più avanti ma stabile. E qui La Russa avrebbe usato un linguaggio forte: «Se arriviamo a gennaio rischiamo troppo, se insisti andrai al voto da solo. Noi non andiamo a suicidarci».
Ebbene, portando sulle spalle lo spettro della Meloni, l’aut aut di La Russa e il timore di ritrovarsi Berlusconi nel ruolo di guastatore, in tarda mattinata Alfano è andato al Plebiscito. Questa volta il segretario non ha dovuto minacciare le dimissioni, come il giorno prima. Il Cavaliere si è limitato a dare il via libera alle primarie senza alcun entusiasmo. Poi - una volta cominciata in via dell’Umiltà la riunione dei coordinatori regionali e provinciali - Berlusconi ha telefonato a Denis Verdini: «E’ deciso, le primarie si faranno il 16 dicembre. Il partito le lanci». E così è stato. Peccato che qualche minuto prima la Meloni avesse tentato di portare acqua al suo mulino proponendo il 13 gennaio. Inutilmente.
Il 16 dicembre gli elettori del Pdl voteranno a Roma e nel Lazio anche per scegliere i candidati per le elezioni comunali e le regionali. Ma il timore è che l’intera vicenda finisca in un flop. «Organizzare le primarie in poco più di venti giorni è un miracolo», sospira Maurizio Lupi. E in molti scommettono in una partecipazione tra le 300 mila e le 500 mila persone. Ben al di sotto dal milione-milione e mezzo delle primarie del centrosinistra. «Ma quelle sono consultazioni di coalizione, le nostre saranno solo di partito», si affretta a precisare Franco Frattini, grande sostenitore di Alfano.
Bocciata l’ipotesi del voto per telefono e sul web. Anche qui gli ex di An l’hanno spuntata: «Si voterà in carne e ossa», ha annunciato La Russa lasciando la riunione di via dell’Umiltà. Solo nelle grandi città si potrà votare in qualunque seggio grazie a un fantomatico sistema informatico che evita il doppio voto. On-line sarà solo la raccolta delle firme per le candidature. Escluso il ballottaggio: si voterà in un giorno solo.

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