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Pescara, 26/03/2026
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23/11/2012
Il Centro
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«Regione, la sede a Chieti Operazione a costo zero» Proposta a sorpresa di Primavera (Confindustria): basta sprechi, gli uffici vadano nell’area metropolitana, in una zona di proprietà dell’Ente tra lo Scalo e Pescara |
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PESCARA Un’area-uffici di almeno 20mila metri quadri, che abbia parcheggi e garage, che sia facilmente raggiungibile dalle principali arterie stradali, collegata con i mezzi pubblici e che abbia intorno servizi adeguati. È sulla base di questi requisiti che una commissione tecnica sta cercando di individuare la prossima sede unica della Regione in città. Alla manifestazione di interesse pubblicata dall’Ente l’anno scorso hanno risposto due grosse imprese: Toto, con la sede ex Poste in via Passolanciano e il gruppo della City, con l’insediamento che sta per essere ultimato in via Tiburtina. Solo più recentemente il consiglio comunale di Pescara ha voluto rimettere in corsia il progetto delle Torri con il via libera al Piano particolareggiato 7 (Pp7) in via Comunale Piana-angolo via Volta , sempre sulla Tiburtina. A queste offerte tuttavia si aggiunge una quarta opzione che, traendo spunto dalla prossima fusione delle Province Chieti-Pescara, indica un’area che fungerebbe da collante all’operazione. La nuova sede unica della Regione si può fare a Selvaiezzi, a Chieti scalo, in posizione baricentrica nell’area metropolitana con Pescara e sull’Asse attrezzato. Ma la posizione geografica è solo una delle condizioni della nuova offerta. L’aspetto più vantaggioso è infatti che per la Regione sarebbe a costo zero. L’idea della sede unica a metà strada tra Chieti e Pescara è del presidente Confindustria della provincia di Chieti Paolo Primavera, che ha individuato sempre allo Scalo (area Foro Boario, dove si trova attualmente la Camera di commercio di Chieti), la zona ideale dove trasferire anche la nuova sede unica degli industriali Chieti-Pescara. Perché l’operazione Selvaiezzi sarebbe a costo zero per la Regione? Primavera suggerisce di muoversi con un Fondo Immobiliare nel quale confluirebbero i beni che l’Ente lascerebbe in città, un patrimonio stimato attorno ai 30 milioni di euro. «È un’operazione già attuata con successo in Piemonte, in Emilia Romagna e la Regione Umbria vi ha fatto ricorso per gestire la destinazione dei vecchi ospedali», spiega il presidente Confindustria, «in pratica la Regione Abruzzo cede gli immobili valorizzandoli con una nuova destinazione d’uso, in cambio avrebbe le risorse per realizzare la sede». Il costo finanziario dell’operazione sarebbe sostenibile giacché l’area di Selvaiezzi è già di proprietà della Regione. «È la zona occupata in parte dai laboratori del consorzio Parco Scientifico Tecnologico d’Abruzzo, e dove sono ben 19 gli ettari a disposizione e inutilizzati», sottolinea Primavera. Lì la Regione avrebbe ampia libertà di scelta. Con i vantaggi di trovarsi vicino agli svincoli autostradali e di essere raggiungibile dai mezzi pubblici. «Il fatto poi che la sede si troverebbe a Chieti scalo colmerebbe il vuoto politico-istituzionale lasciato dal trasferimento a Pescara della Provincia di Chieti», valuta il presidente Confindustria, che aggiunge: «Nessun’altra alternativa ha i vantaggi di questa opzione, soprattutto dal punto di vista economico, che è l’aspetto che preme di più alla collettività in questo periodo». Un problemino in realtà ci sarebbe. Lo Statuto prevede che la seconda sede regionale dev’essere nella provincia di Pescara, non in territorio di Chieti. «Ma con la fusione delle Province può essere aggiornato anche lo Statuto, con la valorizzazione dell’area metropolitana. Occorre la volontà politica», conclude Primavera.
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