L’ammiraglia Rai costretta a invitare con Bersani anche lo sfidante Renzi
ROMA Il Tg1 non è riuscito ad avere la sfida tra i «magnifici 5» candidati alle primarie, si è “consolata” ieri con un’intervista in diretta a Renzi e Bersani e mini servizi su Vendola, Puppato e Tabacci. Inizialmente doveva essere solo Pier Luigi Bersani l’ospite del notiziario dell’ammiraglia Rai ma le proteste dei renziani contro la «gravissima violazione» della par condicio della Rai, accusata di «inquinare il voto delle primarie», hanno convinto il direttore a cambiare idea e a invitare anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. La soluzione, nata dopo che Dagospia diffonde la notizia dell’intervista al segretario Pd, provoca però un effetto a catena e fa arrabbiare Nichi Vendola. Nicola Fratoianni, portavoce del leader di Sel, si dice sicuro che i vertici Rai garantiranno un’analoga intervista al terzo sfidante. Non è andata così. Bersani e Renzi infatti hanno avuto diversi minuti per rispondere alle domande di Giorgino, gli altri tre sfidanti solo qualche secondo di servizi in esterna. Le ultime battute della campagna per le primarie del centronistra sono dedicate alla caccia all’ultimo voto. L’ultimo sondaggio Swg dà Bersani vicino alla vittoria al primo turno ma il segretario del Pd, forse per scaramanzia, non ci crede. «Mi aspetto il secondo turno», dice facendo endorsement in favore di Renzi «perché è del Pd» nel caso al ballottaggio dovessero andare lui e Nichi Vendola. «E’ un’ipotesi che non esiste è inutile parlarne» dice però il sindaco di Firenze che a poche ore dal voto si preoccupa per «la cazzata della vita» ovvero aver contestato le regole di voto spaventando un po’ di elettori che avrebbero potuto sceglierlo. «Domenica ci saranno grandi sorprese, io per tradizione ho l’abitudine di perdere nei sondaggi ma di vincere nelle urne», ricorda Vendola convinto che difficilmente un candidato possa vincere al primo turno. Al governatore pugliese non è piaciuta la dichiarazione in favore di Renzi del segretario. «Mi ha deluso, questo tradisce lo spirito delle primarie ma lo dico con il sorriso tra le labbra». La vera chiusura della campagna elettorale sarà oggi e tutti i candidati hanno deciso di giocarsela in casa, con prevedibili bagni di folla. Bersani ieri sera si è concesso una kermesse al PalaDozza di Bologna in stile vecchia festa del’Unità con piadine, ghiottonerie gastronomiche, musica dal vivo e spazio bambini. Oggi sarà in Liguria con il segretario del Psi, Nencini, nella città natale di Sandro Pertini: Stella. Renzi chiude in Toscana il suo tour in camper. Prima tappa Siena città simbolo del Monte dei Paschi. Un modo per puntare il dito sulla cattiva gestione del patrimonio della banca vicina da sempre al Pd. Una vendetta contro chi lo ha accusato di flirtare con chi ha ricchezze alle isole Cayman. Vendola invece chiuderà in Puglia prima a Terlizzi, sua città natale, poi a Bari con una manifestazione di piazza. Puppato ieri era a «Cagliari ma oggi tornerà a Padova dove parlerà alle 19,30 da un albergo. Bruno Tabacci invece seguirà da Milano lo scrutinio delle urne e chiuderà la sua campagna presentando il suo libro, «Pensiero libero». La mobilitazione in piazza, tv e web intanto sembra funzionare. Fino a ieri oltre un milione di persone si è preregistrata per votare. L’obiettivo resta quello di sfondare quota tre milioni di votanti per superare la quota delle ultime primarie, quelle per la segreteria del partito tra Dario Franceschini e Bersani. La posta in gioco però questa volta è quella della premiership del Paese. Tutti gli sfidanti assicurano che appoggeranno lealmente chiunque sarà il vincitore. Soprattutto per stoppare l’ipotesi di un Monti bis. Il Professore ha molti sostenitori anche tra i democratici, pronti a uscire alla scoperto se le primarie non dovessero concludersi lanciando una leadership forte e capace di vincere le politiche. «Penso che vincerà Bersani le primarie perché è la persona più adatta a unire le forze», pronostica Massino D’Alema che, come aveva annunciato, malgrado la scelta di non ricandidarsi si è speso per il segretario.