PESCARA Strette di mano, abbracci di rito, un’accurata selezione musicale come sfondo. È andato in scena così, ieri al Circus, l’ultimo appuntamento a sostegno delle primarie organizzato dal Pd abruzzese. Nello specifico, dalla Scuola di Regione presieduta da Luciano D’Alfonso. È stato proprio lui il mattatore della serata. «Le primarie sono un fatto rivoluzionario», tuona un D’Alfonso in forma smagliante, e giù gli applausi delle circa 800 persone che hanno invaso il teatro. Gli animi sono caldi e il momento è propizio perché D’Alfonso lanci l’affondo, la sua visione personale di un Abruzzo che possa funzionare. «Deve essere una regione veloce nello spostamento di persone e cose», afferma, «le infrastrutture sono un diritto e si possono avere, abbiamo tutti gli strumenti. La ferrovia di cui disponiamo risale al 1867, e i nodi industriali sono sconnessi rispetto alle linee ferroviarie, ma di questo non parla nessuno. Perché in Parlamento si viene assunti, non eletti». E poi ancora. «Voglio una regione facile, in cui le imprese non vengano lasciate sole, perché da loro nasce il lavoro e il futuro dei giovani e delle famiglie. Se si può fare la compressione dei costi dell’energia per gli stabilimenti industriali, perché non si fa, e si vedono morire realtà importanti?». D’Alfonso ormai è lanciato e i suoi sostenitori lo appoggiano a suon di applausi. «Voglio una regione della conoscenza», dice, «ci sono 67mila ragazzi privi di occupazione, e il rimedio è il sapere. Ma tutto non può essere appoggiato sulle spalle delle famiglie. Ci vogliono le istituzioni». Altri otto interventi hanno affiancato quello dell’ex sindaco di Pescara, in un incontro lungo più di due ore e moderato da Marco Presutti. Si sono passati il microfono il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, Gianluca Fusilli vice segretario regionale del Pd, Francesco Bonini docente universitario di Istituzioni politiche, Moreno Di Pietrantonio capogruppo del Pd in Comune, Antonio Castricone segretario provinciale del partito, Vincenzo Cerulli Irelli ordinario di Diritto amministrativo, Luigi Di Marco coordinatore dei giovani democratici della provincia di Pescara, Camillo D’Alessandro capogruppo in consiglio regionale. In molti hanno apertamente detto di appoggiare Pierluigi Bersani alle primarie. Unica voce fuori dal coro, il più giovane, Luca Di Marco, che ha rotto le fila. «Io sostengo Renzi in questa battaglia», ha detto, «a noi giovani non è concesso accedere al mondo del lavoro e quindi al futuro, e gli stessi che hanno avuto questa responsabilità ora ci vengono a dire che saranno i ricostruttori di questo Paese». Punta a restituire un clima di serenità, il segretario regionale Silvio Paolucci. «La funzione delle primarie è quella di avvicinare la gente alla politica e alla partecipazione», dice a margine della manifestazione, «specie in momenti di scarsa fiducia nei confronti dei partiti». Il Pd punta a quota 40mila votanti per le primarie di domenica prossima. «Al momento si sono iscritti in 15mila ai nostri seggi, ma comunque vada, sarà un successo. C’era tanta gente anche per Nichi Vendola al Comune di Pescara. «È un bene, è una cosa che fa piacere, così come i tanti che sono andati a sentire Renzi ovunque in Abruzzo», conclude Paolucci, che sottolinea «per l’Abruzzo ci piacerebbe riproporre l’alleanza a settori più vasti della politica regionale, dall’Udc alla nuova lista di Montezemolo, fino a Sel. Quello che conta è il programma».