Il sindaco: sono qui per consegnare un domani migliore ai più giovani
CHIETI Cinquecento fiaccole hanno bloccato lo Scalo nel pomeriggio di ieri per urlare contro la fusione della provincia di Chieti con quella di Pescara. Il corteo, organizzato dal comitato civico per Chieti provincia, ha sfilato dalla piscina a piazzale Marconi passando per via Colonnetta. Bambini e anziani, operai e professionisti, politici e sindacalisti con le fiamme in mano hanno gridato insieme «Per oggi e per domani, da Chieti giù le mani». In prima fila a reggere lo striscione c’era il sindaco, Umberto Di Primio, con la figlioletta di 3 anni sulle spalle. «Come dice lo slogan», spiega, «oggi sono qui soprattutto per consegnare un domani migliore a loro, ai più piccoli. Questa è la dimostrazione che la città non si arrende. Oggi protestiamo per salvare la provincia e il lavoro: una è un diritto da non negare, l’altro è un diritto da riconquistare». E al grido di «Lavoro e Provincia, la lotta qui comincia» anche alcuni ex dipendenti Burgo e lavoratori della Sixty hanno manifestato per rivendicare il proprio diritto al lavoro. Fra i cittadini che incitavano a manifestare tutti quelli che guardavano dalle finestre c’era anche una rappresentanza di cittadini di Avellino e Frosinone, capoluoghi di provincia che come Chieti possiedono i requisiti per sopravvivere, ma sono stati aboliti dal decreto legge. Esponenti della giunta comunale, consiglieri di maggioranza e opposizione, l’assessore regionale Mauro Febbo. Mancava il senatore Fabrizio Di Stefano, che però in una nota ha annunciato che presenterà in aula una serie di emendamenti al decreto, per i quali ha già l’appoggio di 54 senatori del Pdl. A capo del corteo, fra gli altri, il presidente del consiglio comunale, Marcello Michetti. «Oggi siamo tutti qui per questo», ha incitato i manifestanti, «per la nostra città che è unica, senza distinzioni fra colle e Scalo: il nostro cuore è qui per Chieti tutta intera». Le fiaccole hanno sfilato in maniera pacata e rispettosa. Non è mancato qualche nervosismo soprattutto fra i cittadini rimasti bloccati per il corteo, che hanno scherzosamente provocato i manifestanti. Ma per fortuna la manifestazione è terminata con l’occupazione simbolica di piazzale Marconi senza problemi. La fiaccolata di ieri non sarà l’ultima azione eclatante del comitato per Chieti. Un’organizzazione che esiste da appena due mesi, nata su impulso della Consulta delle associazioni. Il 20 settembre scorso 72 associazioni firmarono un documento per impegnarsi a salvare la provincia. Da lì nacque il comitato presieduto dal presidente di Confindustria, Silvio Di Lorenzo.