TA R A N TO. Sit in di protesta alla stazione di Taranto ieri mattina. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil- Trasporti invitano cittadini e istituzioni alla manifestazione contro la riduzione dei treni che collegano il capoluogo jonico al resto d'Italia. Ma la politica dei tagli alla stazione di Taranto è cominciata almeno una quindicina di anni fa. Una riduzione graduale e, forse, all'inizio ancora indolore. Ma non invisibile agli occhi di quei sindacalisti che, allora come oggi, non hanno mai abbassato la guardia. «Hanno cominciato dalla soppressione di qualche impianto - dichiara Franco Castellano (Uil-Trasporti jonica) - anche se Trenitalia parlava, e si ostina a parlare, di riduzione. Poi sono passati ai collegamenti veri e propri, iniziando dai treni per raggiungere il Nord Italia. E, negli anni, giocando sull'indifferenza di politici ed istituzioni, si sono allargati fino alle condizioni in cui si trova oggi la stazione di Taranto». Ma, appunto, qual è oggi lo stato delle ferrovie ioniche? «Abbiamo perso tutti i treni a lunga percorrenza notturna - risponde Castellano - nella vana speranza di poter riavere almeno il collegamento con Milano». Da Roma in su. Prima la difficoltà a viaggiare su questi treni in alcuni giorni della settimana, poi - di notte - praticamente sempre. «Con Torino - stigmatizza il sindacalista - non abbiamo più niente a che fare. Siamo due città di una stessa nazione solo sulla carta geografica. Per il resto, i collegamenti ferroviari non ci uniscono più». È a questo punto che i tagli alla stazione di Taranto sono diventati «visibili» a tutti, e non ai soli sindacalisti che rappresentano gli interessi dei lavoratori di questo posto oramai sempre più abbandonato a se stesso. «Di recente - avverte - ci era stato detto che avrebbero ripristinato almeno la corsa che collega Taranto a Milano e viceversa di notte. Ma così non è accaduto. Una parziale revisione dei tagli è stata applicata solo fino a Lecce. Taranto, ancora una volta, è rimasta fuori. E tuttora i nostri pendolari sono costretti a cambiare a Bari se devono viaggiare di notte o a partire al mattino, con i conseguenti costi di pernottamento». Sembra sempre più difficile fermare quelle forbici così taglienti. «Si vocifera che vogliono toglierci anche i treni regionali diurni». Mentre è già stato eliminato il treno che dalla Calabria giunge a Metaponto passando per Taranto: «Arrivati a questo punto, noi sindacalisti da soli non possiamo più farcela. Dobbiamo difendere i posti di lavoro, salvaguardare il diritto alla mobilità dei viaggiatori del territorio ionico, tutelare i collegamenti con il resto d'Italia per non isolare la città dal punto di vista economico, occupazionale e turistico, proprio in un momento così difficile. Abbiamo bisogno dell'aiuto delle istituzioni e della voce dei cittadini». E all'appello hanno già risposto Arnaldo Sala, consigliere regionale del Pdl, Aldo Pugliese, segretario Uil Puglia, Luciano Santoro, consigliere della Provincia di Taranto del Pd, ed il Pd provinciale: «Ci saremo».