Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.976



Data: 25/11/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il giorno delle primarie in Abruzzo. Obiettivo 40 mila votanti Nel Pd scontata la battaglia a due Bersani in vantaggio ma Renzi risale

PESCARA Battaglia all'ultimo voto per le primarie del centrosinistra. In Abruzzo, già da giorni, sono in pieno svolgimento le grandi manovre. Si vota oggi, dalle 8 alle 20, per il primo turno. Se nessun candidato supererà il 50% delle preferenze, domenica prossima andranno al ballottaggio i due più votati. Favorito il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, insegue il "rottamatore" Matteo Renzi. Più indietro l'outsider Nichi Vendola e i candidati di bandiera Bruno Tabacci e Laura Puppato. Già 15 oltre mila abruzzesi si sono iscritti negli uffici elettorali predisposti dai volontari del centrosinistra. L'obiettivo dichiarato del segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, è centrare quota 40 mila votanti. Nella regione, sostanzialmente, è partita a due. Bersani ha l'appoggio della quasi totalità dell'establishment democratico, ma Renzi è in ascesa soprattutto tra i dipendenti degli enti locali, dove è ancora molto stretto il nesso tra politica e mondo del lavoro. I "renziani", infatti, mietono consensi nelle Province e nei Comuni, facendo leva sul sentimento di rivalsa che aleggia tra i dipendenti pubblici, delusi dal comportamento dell'attuale classe dirigente del Pd, che non li avrebbe tutelati a sufficienza rispetto alla complessiva opera di ridimensionamento degli enti locali. Lo zoccolo duro dei "rottamatori" è la Val Pescara, dove è più forte la loro presenza politica. Particolarmente attivi Giacomo Cuzzi, responsabile del comitato elettorale pro-Renzi a Pescara, Enisio Tocco, sindaco di Alanno e Andrea Di Meo, consigliere provinciale. Il primo è un fedelissimo di Giorgio D'Ambrosio, ex deputato della Margherita alle prese con guai giudiziari, gli altri due sono uomini di Donato Di Matteo, ex presidente dell'Aca, meglio conosciuto come mister 15 mila preferenze. Secondo alcuni bene informati, gli stessi D'Ambrosio e Di Matteo, che pubblicamente hanno preso posizione a favore di Bersani, si starebbero spendendo per Renzi. Anche nel resto della Regione la truppa renziana può contare su un discreto radicamento, grazie all'impegno di diversi sindaci del Teramano e di amministratori come Antonio Iannamorelli, nella città di Sulmona, Enrico Bruno, nella zona di Francavilla e Domenico Molino, nel Vastese. Ad ogni modo non sarà semplice spuntarla sulla corazzata che sostiene il segretario nazionale in Abruzzo. Bersani, infatti, incassa il supporto della quasi totalità della classe dirigente regionale del Pd. In prima linea il segretario regionale del partito, Silvio Paolucci, il senatore Giovanni Legnini, il gruppo dei 57 sindaci, tra i quali spiccano Massimo Cialente, Luciano Lapenna e Mario Pupillo, e l'intera truppa dei consiglieri regionali, con in testa il capogruppo Camillo D'Alessandro e il consigliere Giuseppe Di Luca. Il coordinatore regionale del comitato pro-Bersani è Gianluca Fusilli, delfino dell'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso. Lo stesso D'Alfonso, nell'incontro pubblico che ha tenuto venerdì scorso al teatro Circus di Pescara, ha avuto parole di elogio per tutti e cinque i candidati, anche se nei suoi occhi la luce si è accesa solo quando si è parlato di Renzi. Domani, una volta appresi i risultati, si tireranno le somme. Conteranno molto i punti di distacco che separeranno i candidati, non solo in proiezione del ballottaggio, ma anche per la ridefinizione dei rapporti di forza all'interno del centrosinistra. Ripercussioni ci saranno anche in Abruzzo, sia nei rapporti all'interno del Pd, che in quelli tra il Pd e i suoi alleati.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it