Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.976



Data: 25/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Verso le primarie (c-dx) - «Tornare in campo? Ci sto pensando...» Nuova giravolta di Berlusconi. Alfano: allora inutili le primarie. E il Cavaliere candida Maroni per la Lombardia

ROMA «Tornare in campo? Vediamo. Ci sto pensando». Alla vigilia dell’ultimo giorno utile per presentare le firme a sostegno delle candidature, Silvio Berlusconi rovescia il tavolo, recita il de profundis per le primarie del Pdl e conferma l’intenzione di mettersi alla guida di una “nuova Forza Italia”. Le dichiarazioni di Angelino Alfano sull’incandidabilità degli indagati sono state lette dal Cavaliere come un attacco personale senza precedenti. E ieri, durante una visita a Milanello, sono state annunciate le conclusioni: «La gente è molto delusa da questa politica e da questi partiti. Il Pdl ha subito una decadenza di immagine e di risultati anche per il semplice motivo che io non ci sono stato. E allora vediamo se non è il caso, dato che credo di capire più di qualsiasi altro in Italia quello che si deve fare, di utilizzare la mia esperienza in maniera più concreta». Risultato: Berlusconi, che vorrebbe Roberto Maroni come candidato «unico» in Lombardia e pensa di riallacciare i rapporti con la Lega in vista delle elezioni politiche, minaccia di abbandonare i “dissidenti” del centrodestra al loro destino. Che vuol dire spaccare in due o tre partitini il Pdl. Una prospettiva che terrorizza Angelino Alfano. Davanti al rischio di rimanere solo in compagnia degli ex An e di ritrovarsi tra i candidati alle primarie più di un indagato (eventualità che lo obbligherebbe ad abbandonare la corsa), il segretario del Pdl tira il freno a mano e dopo aver vinto il primo braccio di ferro con il Cavaliere sulle primarie, si prepara ad una rapida marcia indietro. «Le primarie hanno senso solo se non si candida Berlusconi. Altrimenti bisogna ripensare tutto» precisa Alfano, che teme il peggio e si appresta a rientrare nei ranghi: «Ci auguriamo che il presidente Berlusconi comunichi al più presto la sua decisione in modo che tutti noi possiamo essere operativi...». Il boccino, insomma, è sempre nelle mani del Cavaliere che pensa sempre alla sua forza Italia, spiega che il suo passo indietro era stato fatto per dare la possibilità a Casini di rientrare nel centrodestra («Ma è mancato di parola») e fa capire che anche per il futuro, le regole del gioco le deciderà lui. A cominciare dalle alleanze: «Spero che per le regionali in Lombardia si arrivi a una candidatura comune, magari con lo stesso Maroni. Stiamo lavorando insieme e vogliamo assolutamente continuare l’alleanza con la Lega Nord». E pazienza se mezzo Pdl già pensava a soluzioni che non contemplassero il Carroccio. Maroni, comunque, apprezza e parla di un «passo in avanti». Formigoni, invece, la prende male e avverte Berlusconi via twitter: «Silvio, rifletti! I nostri elettori non vogliono regalare anche la Lombardia alla Lega, dopo Veneto e Piemonte! E Maroni non lo voteranno mai!». Il Pdl, insoma, si sta consumando nell’incertezza e il risultato è una guerra di tutti contro tutti. Le fedelissime del Cavaliere, a cominciare dalla Santanché e dalla Biancofiore, chiedono che il rientro di Berlusconi coincida con una «revisione radicale» degli assetti del partito mentre gli ex An non intendono rassegnarsi alle continue giravolte del Cavaliere e provano a tenere il punto. Il più preoccupato è Gianni Alemanno. Il sindaco di Roma boccia il ritorno in campo di Berlusconi e chiede che le primarie si facciano lo stesso: «Le primarie non possono essere soggette a continui ripensamenti, né appare razionale riproporre la candidatura di Berlusconi». Un secco no è anche quello che arriva via twitter dalla candidata Giorgia Meloni: «Berlusconi torna in campo? Sulle primarie non si torna indietro».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it