Una cerimonia composta e pacata, come sarebbe piaciuta a lui: al professor Glauco Torlontano. A un anno dalla scomparsa del senatore ambientalista, Pescara gli ha reso omaggio intitolandogli un'area prospiciente quell'ospedale civile che è stato per lui una seconda casa, all’incrocio tra via Fonte Romana e via Monte Faito: piazzale che da ieri porta il nome di Largo Glauco Torlontano. A ricordare l'uomo, il medico, il ricercatore e il politico che tanto ha dato alla città, ieri mattina c'erano la moglie Teresa con i tre figli Giuliano, Fabio e Massimo, affiancati da moltissimi cittadini, amici e autorità tra cui il senatore Franco Marini, il sindaco Luigi Albore Mascia, il presidente della Provincia, Guerino Testa, i professori Paolo Di Bartolomeo e Marco Lombardo che furono suoi allievi, l'ex sindaco Luciano D'Alfonso.
Il primo cittadino ha aperto la cerimonia ricordando la figura di Torlontano, il suo impegno nel sociale e nella professione di medico che ha esercitato proprio all'interno della struttura sanitaria di Pescara, facendone un centro di eccellenza per l'ematologia e il trapianto di midollo osseo, di cui è stato pioniere assoluto. «Per lui l' ospedale non era solo un lavoro, ma una missione e credo che sia stato e sia tuttora un modello per i suoi colleghi - ha detto Giuliano Torlontano -, quindi ringrazio l'amministrazione per aver deciso di dar seguito a una decisione tempestiva assunta in un quadro bipartisan dal Comune già all'indomani della scomparsa di mio padre. Al di là dei ricordi personali - ha proseguito - mi ha lasciato l'esempio di un uomo che ha sempre dato priorità agli interessi della città. Mi ha insegnato a non separare mai l'impegno professionale da quello civile, e mi ha insegnato la solidarietà sociale, la capacità di venire incontro ai bisogni dei ceti più umili. Il giorno del funerale lo hanno definito un benefattore dell'umanità e noi oggi rendiamo onore e omaggio a un benefattore dell'umanità».
Il senatore Franco Marini ha ricordato l’impegno politico e civile di Glauco Torlontano, portato avanti fino all'ultimo giorno della sua vita, quando un dolore acuto, che lui da medico ha subito riconosciuto, in pochi minuti lo ha portato via.
Generoso, spigoloso e irascibile, scienziato illuminato e ambientalista convinto, Glauco Torlontano era così e, hanno concordato quanti lo conoscevano, se avesse assistito alla cerimonia di ieri avrebbe forse alzato il sopracciglio, suo marchio di fabbrica, forse un po' infastidito davanti a tanto clamore in suo onore.