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Pescara, 15/06/2026
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Data: 25/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dragaggio solo a gennaio pesce più caro per Natale

Soldi, sicurezza, lavoro. Si muove su più fronti la protesta della marineria, al terzo giorno di presidio sulla banchina nord. Mimmo Grosso e Giovanni Verzulli dettano le condizioni: «O l’emergenza-porto si risolve o passeremo a proteste eclatanti» è l’avvertimento, cui segue il ringraziamento alla Regione «per quanto fatto finora», cioè per le garanzie di indennità per il fermo pesca prorogato al 3 dicembre. «Ma dopo quella data sarà buio fitto, di cosa camperemo? Chiediamo indennità e una moratoria per mutui e tasse - dice Grosso - perché sui tempi del dragaggio non c’è da stare allegri: i lavori non inizieranno prima del 20 gennaio». Il 28 prossimo si aprono le buste, ci vorranno dieci giorni per l’aggiudicazione e andrà fatto un altro carotaggio. Segue la pausa per le feste natalizie fino al 10 gennaio e solo dopo si potrà procedere all’installazione del cantiere, sperando che non ci si metta di mezzo la malasorte, leggi il maltempo o qualche ricorso che riblocca tutto».
La messa in sicurezza del porto canale è il primo obiettivo, non a caso la battaglia riguarda anche il piano regolatore portuale: i pescatori bocciano in coro l’ipotesi progettuale «sbagliata e costosissima» del ministero, «meglio la nostra che costa solo 20 milioni e si realizza in un anno». E su progetti e tempi d’intervento la Regione finisce ancora sotto tiro. «Da tre settimane aspettiamo risposte alle nostre domande, ma ogni volta un rinvio, ecco perché siamo qui sotto il gazebo» seguitano Grosso e Verzulli. L’assessore Febbo non ha gradito: «Prendo atto con amarezza delle lamentele della marineria nei confronti della Regione» ha detto, ricordando quanto fatto finora per riattivare il porto e per garantire indennità a pescatori ed equipaggi.
Sul fronte pesca, ancora cattive notizie: per Natale si sperava nell’uscita in mare delle vongolare ovvero delle barche piccole che possono manovrare più agevolmente, ma le condizioni del porto canale sono talmente compromesse che la Capitaneria ha dovuto negare l’autorizzazione. «In caso di mare agitato le barche piccole rischierebbero troppo» dice Grosso. «Avevamo sperato di spostare le nostre barche nei porti di Ortona e Giulianova, lasciando le banchine di Punta Penna a Vasto alle barche che vengono da fuori regione, ma non è stato possibile, quindi ci aspetta un Natale senza pesce ovvero con prodotto che arriva da fuori e che sarà venduto con rincari fino al 40 per cento».

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