Guardando a quello che ha fatto finora all’Italia, è quasi meglio che il governo alzi le mani e aspetti le elezioni. Solo così non rischia di combinare altri «guai». Non è tenero il giudizio della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, per il governo Monti. Reduce dallo strappo sulla produttività, la leader sindacale boccia totalmente l’operato del premier, più attento ai messaggi dei mercati che del Paese reale e che «da liberista pensa che bisogna affamare la bestia». Per questo ha respinto l’unico provvedimento che, secondo Camusso, poteva essere fatto «in poche ore» e che avrebbe dato risposte a lavoratori e pensionati, la detassazione delle tredicesime. «Temo che il governo potrebbe ancora fare guai - ha detto la Camusso - l’idea che non faccia più niente in attesa delle elezioni sarebbe forse una buona idea». L’esecutivo, ha rincarato, «ha fatto del male al Paese. Ha fatto bene recuperando l’immagine e la credibilità dell’Italia, ma ha fatto del male dal punto di vista delle condizioni economiche». L’idea di un Monti-bis va quindi esclusa del tutto così come «un po’ strana» suona anche l'ipotesi che il presidente del Consiglio prenda il posto di Napolitano Quirinale: «Non penso che il Paese abbia bisogno della continuazione di questa stagione». Certo, anche guardando al futuro, le prospettive non sono tutte rosee. Nel giorno delle primarie del centrosinistra, Camusso annuncia di aver votato ai gazebo e di aver scelto Pierluigi Bersani, perché la vittoria di Matteo Renzi rappresenterebbe «certamente un problema». Le sue proposte sul lavoro, chiarisce, «sono molto distanti da quelle della Cgil e sono un problema per il Paese». Dichiarazioni che, a urne aperte, hanno scatenato le critiche dei rottamatori del Pd. «È chiaro che anche ai piani alti della Cgil si ha paura del cambiamento», reagisce Adinolfi cui fa eco Sarubbi: «Susanna Camusso deve aver scambiato queste primarie del Centrosinistra per il congresso della Cgil», afferma. Attacca anche Matteo Renzi: «Spero che arrivi presto un giorno nel quale il segretario della Cgil non intervenga, nel giorno delle elezioni, a urne aperte e sulla tv pubblica, per "endorsare" al contrario un candidato, per dire "tutti tranne uno"». Il sindaco auspica «un rapporto meno stretto» tra Cgil e Pd.