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Pescara, 15/06/2026
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26/11/2012
Il Messaggero
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Primarie, boom di partecipazione. Bersani primo si va al ballottaggio. 3,5 milioni di elettori ai gazebo, lunghe file per registrarsi
Renzi fermo al 35%, Vendola al 15 poi Puppato e Tabacci |
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ROMA Grande affluenza, quasi da record, e ballottaggio tra i due sfidanti più attesi. E’ questo, in estrema sintesi, il risultato delle primarie del centrosinistra. A fine giornata, sono stati quasi tre milioni e mezzo i partecipanti alla conta. Più complesso, ovviamente, il lavoro per conteggiare percentuali e voti effettivi dei cinque sfidanti. Secondo le prime stime, vince Pier Luigi Bersani con il 45,3 per cento, seguito da Matteo Renzi staccato di parecchio, intorno al 36-35 per cento; terzo, come nelle previsioni, Nichi Vendola che si attesta sul 15,2 per cento; molto più staccati, ma anche questo era nelle previsioni, Laura Puppato con il 3 per cento e Bruno Tabacci che non supera l’1 per cento. In attesa dei risultati, le dichiarazioni dei vari leader ed esponenti politici si sono rivolte alla grande affluenza ai gazebo. «Una grande prova di democrazia», ha sintetizzato per tutti il leader del Pd. «Se in tanti sono andati a votare, ne uscirà un Pd più legittimato», l’opinione di Romano Prodi, anche lui al voto a Bologna ma che si è guardato bene dal rivelare per chi, così come Walter Veltroni che si è fatta la sua brava fila nella Capitale, ma nulla che facesse intendere a favore di chi. Già in mattinata si era capito che sarebbe stato un successo di pubblico prima ancora che di critica. Le pre-registrazioni, del resto, giunte a un milione e mezzo alla vigilia, una delle novità di questa tornata di primarie, annunciavano una larga affluenza; poi i dati reali, con gli organizzatori che si spingevano ad azzardare «se alle 13,30 ha già votato un milione e mezzo di persone, alla chiusura dei seggi toccheremo quota 3 milioni e mezzo». «Una bella pagina di partecipazione», il giudizio di Vendola. La sfida adesso si sposta tutta a domenica prossima, al ballottaggio. Sarà preceduta da due appuntamenti televisivi: oggi i due sfidanti sfileranno prima uno e poi l’altro da Fabio Fazio a Che tempo che fa; mercoledì l’appuntamento clou, il faccia a faccia a due, l’unico, tra il segretario e il sindaco negli studi della Rai con una conduttrice donna del Tg1. Ci arrivano, Bersani e Renzi, sull’onda del voto di ieri, che ha visto il leader del Pd mietere consensi un po’ in tutto il Paese da Nord a Sud, e vincere al primo turno in Sicilia con uno squillante 51% per il leader contro il 30 per il sindaco; in Campania 50 a 26, e in Calabria 59 a 21), mentre Matteo è andato bene in qualche regione rossa come la sua Toscana dove ha vinto 52 a 36 e l’Umbria 44 a 42, in Emilia invece tutto secondo previsioni: 48,5 per Bersani contro il 39. Quanto a Vendola, è andato bene nella Capitale dove ha raccolto un buon 24 per cento oltre che nella sua Puglia. Adesso è il momento delle strategie, la settimana buona per incamerare i consensi decisivi in vista del 2 dicembre. Bersani non è che abbia fatto il pieno al primo turno, le sue potenzialità espansive sono ancora tante e vaste. Dalla sua gioca sicuramente l’elettorato di Vendola, che pressoché in toto si schiererà a favore del leader democrat, sia per convinzione sia perché considera il sindaco fiorentino alla stregua di un infiltrato della destra nella sinistra. E poi, è il messaggio politico quello su cui si incroceranno le lame: chi fra i due candidati si mostrerà il più adatto, il più rassicurante, il più idoneo a mettere su una coalizione in grado di vincere poi le elezioni e di governare? La posta in gioco è questa, Massimo D’Alema lo ha capito da un po’ e non a caso ieri ha punzecchiato Renzi proprio sui temi politici di prospettiva: «Mi ha dato fastidio che invece di parlare del futuro, Renzi ha cercato di dare l’intonazione da resa dei conti interna, ma Bersani è emerso come il più convincente e maggiormente in grado di prendere la guida del Paese». Quanto ai renziani, Paolo Gentiloni considera «un miracolo» che il sindaco di Firenze sia arrivato al ballottaggio, «ora emergerà il vero nodo politico, chi è in grado di portare il Pd a un risultato elettorale migliore, chi è in grado di ampliare i consensi».
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