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Data: 26/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pdl, centomila firme per Alfano Pressing degli ex An perché la conta vada avanti in ogni caso. L’ironia di Casini: Silvio uno dei più grandi bugiardi del mondo

Formalizzate le candidature per le primarie del centrodestra
Berlusconi oggi in tv, giovedì l’annuncio del nuovo partito

ROMA Dopo l’annuncio del possibile ritorno di Berlusconi alla testa di un nuovo movimento, il Pdl formalizza le candidature per le primarie, sei in tutto. Ma, innanzitutto, il partito si interroga sulle prossime mosse. Il segretario, Angelino Alfano, che si presenta alla gara per la premiership del centrodestra forte di centomila firme, viene tirato da tutte le parti. Da un lato l’ex premier lo tenta invitandolo a restare al suo fianco «per intraprendere una nuova, entusiasmante avventura», avvertendolo però che «il tempo stringe». Dall’altro, i fan del Pdl, che puntano a rilanciare il partito con una nuova dirigenza, lo spingono a tenere il punto sulle primarie. Cosa che, al momento, appare la più probabile, almeno stando alle sue dichiarazioni a Domenica In.
«Sono ancora in campo, le primarie rappresentano la strada giusta», assicura il segretario a Massimo Giletti. E ancora: «Per anni si è detto che il Pdl è una caserma, ma il dibattito a cui stiamo assistendo dimostra che invece ognuno può esprimere la sua opinione. Però c'è un momento in cui si decide e si va avanti e le primarie sono questo».
Sempre via etere, Alfano invita il Cavaliere «a uscire finalmente allo scoperto con chiarezza». Il luogo adatto dovrebbe essere l’Ufficio di presidenza del Pdl, durante il quale Berlusconi dovrebbe finalmente dire una parola definitiva sul futuro suo e nostro». Al momento, tuttavia, pochissimi scommettono sulla convocazione. Proprio Alfano è convinto che ormai Berlusconi andrà fino in fondo, mettendo una serissima ipoteca sulle primarie per decidere il candidato premier per le elezioni 2013. Il momento magico, o tragico, dipende dai punti di vista, dovrebbe essere giovedì prossimo, giorno in cui Berlusconi, raccontano i fedelissimi, dovrebbe annunciare la nascita di una Forza Italia in versione riveduta e corretta, con molti imprenditori e facce nuove e pochi politici. Tutti in attesa, dunque, perché, se così fosse, la scissione del Pdl sarebbe inevitabile. E i vari tronconi del partito, ex An, sperimentatori della nuova destra alla Meloni, forzisti della prima ora, montiani, sono pronti a riorganizzarsi. Giancarlo Galan, per dire, si è già ritirato dalla corsa per le primarie, interpretando benissimo i desideri del fondatore del Pdl. Ma c’è anche chi come il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, fa un pressing strettissimo su Alfano affinchè difenda le primarie e la creazione di una nuova dirigenza. Ma nelle ultime ore, tutto sembra precipitare. Il segretario, pur convinto che l’ex premier tirerà dritto, è ancora combattuto tra la fedeltà e la riconoscenza al padre fondatore e la tentazione di rilanciare il Pdl insieme agli ex An e ai quarantenni.
A Roma, in via dell’Umiltà, le correnti si riuniscono a ritmo continuo. Ma anche Berlusconi, nonostante la presa di distanza del leader dell’Udc, Casini, che lo definisce «uno dei più bugiardi del mondo» e lo invita «a non mettere Casini nei suoi casini», sembra ritrovare vigore. Sondaggi alla mano, studia la strategia di rilancio della sua Forza Italia bis con i fedelissimi. La speranza è che il ritorno in campo del capo indiscusso faccia volare il nuovo movimento, oltre il 15 per cento, già certificato nei giorni scorsi.
E molto conterà anche il parere dei figli dell’ex premier, che oggi discuteranno la strategia d’attacco insieme al padre, a Fedele Confalonieri, ai dirigenti Mediaset e ai maghi dei sondaggi e della comunicazione. Intanto, già questa mattina parte la prima bordata mediatica. Berlusconi sarà ospite della telefonata di Maurizio Belpietro a Mattino 5. Ma, in attesa del vero show down, previsto per giovedì, molti sono ancora i nodi da sciogliere. A cominciare dal problema legato al simbolo del partito. Che, stando alle voci, Berlusconi vorrebbe cambiare radicalmente. Infatti, ha dato mandato ai grafici di immaginare un nuovo logo, mentre il tesoriere dimissionario del Pdl, Rocco Crimi, statuto alla mano, sta studiando come cambiare l’antico simbolo, senza aprire conflitti legali con gli ex di An.

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