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Pescara, 15/06/2026
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Data: 27/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ilva, blitz e arresti. L’azienda chiude la sede di Taranto: a casa 5.000 operai

Confindustria: impatto gravissimo sul sistema italiano
I sindacati sul piede di guerra, occupata la fabbrica

ROMA Sette arresti e il sequestro della produzione. E’ un fulmine a ciel sereno quello che si è abbattuto sull’Ilva di Taranto. Ma l’inchiesta denominata Environment sold out (Ambiente svenduto) parla chiaro: associazione per delinquere, disastro ambientale e concussione.
LO STOP

La risposta dell’azienda di Taranto è stata fulminea: chiusura di tutta l’area a freddo. Significa che circa 5.000 lavoratori sono stati invitati a restarsene a casa, a cominciare dal prossimo turno: i badge sono già disattivati. La situazione di Taranto potrebbe portare alla chiusura anche gli stabilimenti di Genova. Naturalmente i sindacati sono scesi immediatamente sul piede di guerra: «Noi invitiamo i lavoratori che devono finire il turno a rimanere al loro posto e a quelli che montano domani mattina (oggi, n.d.r.) a presentarsi regolarmente», ha detto il segretario della Fiom Cgil di Taranto Donato Stefanelli. «Questo atteggiamento ricattatorio non esiste - ha aggiunto - E’ un’azienda allo sbando e l’unica cosa che sa fare è mettere in atto una rappresaglia».
I SINDACATI
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha commentato: «Purtroppo la catastrofe è arrivata. E ancora una volta i primi a pagare saranno gli operai dell’Ilva. Subito dopo pagheranno i cittadini di Taranto, perché nessuno più risanerà l’ambiente. Gli unici a trarre vantaggio saranno i concorrenti francesi e tedeschi». Raffaele Bonanni, leader della Cisl ha affermato che «bisogna intervenire con una legge nuova», mentre Susanna Camusso, della Cgil, ha sottolineato che «bisognerà trovare una soluzione che, sulla base dell’Autorizzazione integrata ambientale, garantisca la ripresa della produzione».
LA CONFINDUSTRIA
Critica nei confronti della Procura tarantina anche la Confindustria: «La chiusura dell’Ilva - ha commentato - sarebbe un evento gravissimo per tutto il sistema industriale italiano, conseguente a un vero e proprio accanimento giudiziario nei confronti dell’azienda. C’è una contraddizione tra il percorso dell’Aia e le decisioni della magistratura».

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