Ora inizia la corsa al duello in tv. Sicuro quello su RaiUno di mercoledì in prima serata. Ma anche Sky e il Tg7 di Enrico Mentana sono pronti. Ieri sera il primo confronto da Fazio
Tra i due rivali ci sono quasi 10 punti di distanza al primo turno, ma i renziani non ci credono e chiedono la pubblicazione dei verbali. In ogni caso ritengono la battaglia ancora aperta
ROMA «I dati cantano» dice il segretario del Pd il giorno dopo le primarie. E i dati ufficiosi che arrivano sul sito Pd «Italiabene» poco dopo le 17 confermano in toto i risultati ufficiosi. Hanno votato 3,1 milioni di elettori e il distacco tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi è di quasi 10 punti. «Bersani è al 44,9%, Renzi al 35,5, Vendola al 15,6%, Puppato al 2,65 e Tabacci all’1,4. «Questi dati possono avere solo minime variazioni, forse manca qualche sezione in Umbria o a Milano ma già da domenica si poteva discutere più o meno con gli stessi numeri», assicura Nico Stumpo, coordinatore nazione democrat delle primarie. Ma i renziani non ci stanno a prendere per buoni i numeri di largo del Nazzareno. «I numeri sono ancora ballerini, nessuno di noi fa polemica e grida a chissà quale complotto, chiediamo solo che il coordinamento metta online i verbali», chiedono gli uomini del sindaco di Firenze per i quali comunque il risultato è chiaro e incontrovertibile: si va al ballottaggio Bersani-Renzi», dice Nicola Danti. Ci prova il segretario a chiudere il caso. «Ci penseranno i garanti, non mettiamo briciole di problemi in questa grandissima giornata, ci sono i garanti, noi siamo gente per bene», ricorda. Ma Luigi Berlinguer, il garante chiamato in causa, spiega che è impossibile mettere tutto on line perchè «c’è troppo materiale». E intanto scoppia il caso delle regole con le quali si può votare al ballottaggio, considerata dallo staff di Renzi troppo rigide e studiate per favorire il segretario. Invita ad abbassare i toni Bruno Tabacci. «Non vorrei aver fatto il donatore di sangue a un’operazione politicamente di così grande rilievo, i contrasti alimentati con l’obiettivo di alzare polveroni non vorrei sminuissero e accreditassero il giudizio offensivo di Grillo», dice l’ultimo classificato dei magnifici 5. Bersani e Renzi si giocheranno la leadership del centrosinstra domenica prossima. E il primo obiettivo dei «duellanti» sarà conquistare i voti degli altri competitor. «Il mio risultato è assolutamente incoraggiante, ho grande fiducia e sono sicuro che subito dopo il voto lavoreremo tutti insieme per la galoppata impegnativa delle elezioni», dice Bersani che nel primo pomeriggio incontra i giornalisti in un albergo della sua Piacenza. Con Vendola non ci saranno tavolini, assicura. «Nelle cose che dico io ci sono degli evidenti punti di assonananza e convergenza», aggiunge Bersani parlando del leader di Sel. «Il messaggio che cerco di dare è un messaggio molto consapevole sui temi della scuola, del lavoro della precarietà e anche dei diritti, a partire dalla parità genere», ricorda. Quanto a Renzi, Bersani racconta: «Con Matteo ci siamo mandati dei messaggini, ci siamo scambiati gli auguri, le cose buone. Lui ha sempre il difettuccio di dire “noi e loro” ma noi siamo tutti noi, loro è Berlusconi. Non c’è bisogno di fuoco amico: l’avversario è a destra». «Fino a domenica continuerò a dire noi e loro», replica a stretto giro di posta Renzi. «La squadra è la stessa ma con allenatori diversi: uno per il catenaccio, l’altro per il calcio totale, con me D’Alema e Bindi restano in panchina e questo riguarda tante piccole grandi scelte», aggiunge il sindaco fiorentino. I riflettori sono ora puntati sulle scelte di Nichi Vendola. Il governatore chiude il dialogo con Renzi ma a Bersani chiede di «sentire odore di sinistra». Il leader di Sel manda al segretario Pd una lettera virtuale e la racconta alle telecamere. Bisogna aprire un negoziato con l’Unione europea per impedire che «politiche neoliberistiche strangolino le economie di interi popoli, conciliare il debito pubblico con le necessarie iniziative per lo sviluppo, difendere le classi sociali più deboli e dire basta alla precarietà eterna». Vendola vuole ridurre drasticamente le spese militari, a partire da quelle per caccia bombardieri F35 e mettere in sicurezza il territorio. Insomma avviare iniziative per la giustizia sociale che rappresentino «una boccata d’ossigeno per l’intera società». Un’agenda decisamente diversa da quella Monti, assolutamente inconciliabile con quella di Pier Ferdinando Casini che Bersani continua a immaginare come alleato. Quanto alle voci che lo danno in corsa per una poltrona di commissario europeo, vendola risponde: «Cialtronerie, rigetto con sdegno le calunnie da bar dello sport». L’ultima sfida Bersani Renzi sarà nelle piazze e anche in tv. Il primo assaggio è stato a distanza, ieri sera da Fabio Fazio. Quasi un allenamento in vista del duello diretto di mercoledì su Raiuno con Monica Maggioni moderatrice. Anche Sky, che ha ospitato l’unico confronto televisivo tra i 5 candidati, vorrebbe bissare con un faccia a faccia Bersani Renzi. Per il match si è prenotato anche Enrico Mentana, direttore del Tg7.
Domenica prossima di fatto possono votare tutti, ecco come fare
Chi potrà votare al secondo turno? In pratica tutti. Le regole del ballottaggio sono indicate all’articolo 14 del Regolamento delle Primarie. «Qualora nessuno dei candidati abbia raggiunto il cinquanta per cento più uno dei voti validi, viene fissato per il 2 dicembre 2012 il ballottaggio fra i due candidati più votati al primo turno. In caso di parità di voti fra il secondo ed il terzo candidato si procede come da legge elettorale per le Province e i Comuni, (ovvero sarebbe andato al ballottaggio il candidato più anziano fra Renzi e Vendola: Vendola ndr). «Si vota – dice ancora il regolamento – domenica 2 dicembre 2012 dalle 8 alle 20 negli stessi seggi in cui si è votato il 25 novembre 2012». Poi ecco specificato chi può votare: praticamente tutti come dice anche Stefano Ceccanti, senatore del Pd. «Sono ammessi al voto gli elettori in possesso del Certificato di voto rilasciato per il primo turno completo del cedolino relativo alla giornata del 2 dicembre 2012. Possono altresì partecipare al voto coloro che dichiarino di essersi trovati, per cause indipendenti dalla loro volontà, nell’impossibilità di registrarsi all’Albo degli elettori entro la data del 25 novembre, e che, il 29 e 30 novembre, giorni stabiliti dal Coordinamento nazionale, sottoscrivano l’Appello pubblico in sostegno della Coalizione di centro sinistra “Italia Bene Comune” e quindi si iscrivano all’Albo degli elettori». «La scheda per il ballottaggio comprende il nome ed il cognome dei candidati, il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto. Al secondo turno è proclamato eletto/a il/la candidato/a che ha ottenuto il maggior numero dei voti validamente espressi».