Legnini: la scommessa era di recuperare la fiducia degli elettori. Ci siamo riusciti
PESCARA «La scommessa era il recupero di fiducia nella politica. L’abbiamo vinta ma non era scontato che accadesse». Le parole del senatore Pd Giovanni Legnini illustrano bene l’ansia della vigilia e la soddisfazione di queste ore. In Abruzzo le primarie del centrosinistra hanno portato alle urne 64.500 elettori. Un fiume di gente: corrisponde a un quinto del corpo elettorale del centrosinistra abruzzese al suo meglio (per intenderci il voto per la Camera del 2008, epoca Veltroni: 277mila voti solo il Pd) e al 60% del centrosinistra al suo peggio (le regionali del 2008, appena 106 mila voti). Spiega il segretario Silvio Paolucci: «Lo strumento delle primarie aumenta la nostra competitività e allarga il consenso». Il voto abruzzese conferma vincente Pierluigi Bersani (sono con lui tutto il gruppo dirigente e i parlamentari della regione) che prende il 45% (28.374 voti), con la percentuale massima registrata nella città di Pescara, dove il segretario supera il 46%. Matteo Renzi si ferma al 33% (21.143 voti) con il picco massimo in provincia di Teramo (39,4%). Uno «straordinario risultato», secondo Giacomo Cuzzi, coordinatore del comitato pescarese, «conquistato contro tutto lo stato dirigente del Pd, che ci consente di guardare al ballottaggio con ottimismo. Adesso siamo in campo pronti e determinati a giocare domenica il secondo tempo della partita che oggi è piu aperta che mai ». Nichi Vendola supera in Abruzzo il dato nazionale con il 19% (11.740 voti), ottenendo il miglior risultato sulla città dell’Aquila (24,2%). «La migliore risposta a coloro che hanno insozzato la politica», dice il segretario regionale di Sel Gianni Melilla. Sulla scelta tra Bersani e Renzi Melilla non si pronuncia («riuniremo i nostri organismi e decideremo»), ma ieri ci ha già pensato Vendola a dichiarare l’appoggio al segretario Pd. Fa bene all’Aquila Bruno Tabacci (507 voti in provincia, 3,6%; 232 in città, 6,3%, molto meglio della sua Milano), spinto probabilmente da esponenti moderati come Alfonso Vicentini, ex esponente storico del centrodestra cittadino, Enzo Lombardi, ex sindaco ed ex senatore sempre di area centrodestra o Gigi Di Luzio, candidato alle ultime comunali nella lista di Giorgio de Matteis (Mpa). In Abruzzo Tabacci prende 962 voti (1,5%). Stessa percentuale per Laura Puppato (961 voti) che ha una leggera impennata nel Teramano (1,9%) probabilmente per la presenza probabilmente dell’unico comitato elettorale abruzzese a Roseto. Ma se questa settimana l’attenzione è ancora concentrata sul ballottaggio di domenica, i partiti cominciano già a ragionare sulle elezioni regionali. Come Massimo Carugno, segretario abruzzese del Psi che osserva: «Il nocciolo che si presenta alle elezioni politiche di marzo potrebbe essere lo stesso che si presenterà alle regionali». Un’alleanza che dovrà sottoporsi comunque al rito delle primarie. Lo dice Gianni Melilla: «Noi di Sel auspichiamo che si scelga lo strumento delle primarie anche per individuare il candidato alla presidenza della giunta regionale, che io mi auguro sia di questa coalizione». Conferma questa posizione il segretario Pd Paolucci: «Le primarie restano lo strumento che noi vorremmo privilegiare anche per le elezioni regionali. Dobbiamo costruire una coalizione, un progetto e una carta di intenti. Attorno a quel tavolo, chiaramente, inseriremo la discussione sulla candidatura per la presidenza della Regione e ci arriveremo con la proposta delle primarie». L’alleanza sarà certamente quella che si è messa in gioco domenica, ma Paolucci riafferma anche la posizione di apertura del Pd verso le forze moderate.