AVEZZANO. Le Primarie dell'Unione hanno scelto il futuro candidato sindaco. Ha prevalso Gino Milano, con uno scarto di 364 voti su Fabrizio Amatilli.
Il vincitore, funzionario della Corte d'appello dell'Aquila, era sostenuto da Sdi, Margherita, Udeur, Rifondazione, Comunisti italiani e varie associazioni di volontariato. Ha prevalso su Amatilli, architetto e imprenditore, appoggiato dai Democratici di sinistra.
Il vero vincitore delle Primarie, però, e questo è un dato inconfutabile, è il popolo del centrosinistra che ha affollato le urne anche oltre le più rosee previsioni. Hanno votato 5.985 persone (molti gli extracomunitari) con file ai seggi inimmaginabili alla vigilia.
Milano e Amatilli sono riusciti, e questo è il loro merito principale, a mobilitare l'elettorato di area, ma non solo. Ora l'Unione ha in banca 6mila voti e, come un risparmiatore, deve decidere se e come investirli. Ha davanti a sè un bivio: procedere unito e capitalizzare il "bottino" di consensi delle Primarie facendo partire una campagna elettorale all'insegna della compattezza, oppure disperdere questo bacino di voti. Considerando l'indiscutibile forza elettorale del candidato del centrodestra Antonio Floris, sindaco uscente, che si porta dietro tutte le sigle della Casa delle Libertà - unica incognita l'Udc che potrebbe andare da sola - dire che il percorso obbligato dell'Unione è quello di serrare le fila appare pleonastico.
Gino Milano, a caldo, non nasconde l'entusiasmo, mentre tutt'intorno a lui risuona il grido "Gino, Gino".
«Adesso comincia l'altra battaglia», sottolinea, «ma io credo che abbia vinto la partecipazione della gente. Seimila persone che sono andate a votare hanno manifestato attenzione a un percorso democratico eccezionale. Questa è soltanto una prima pista, adesso abbiamo lavorato in comune, d'ora in poi lavoreremo per il Comune». Detto da chi per slogan ha usato "Un sindaco fuori del Comune", non è male. Milano, con saggezza, lancia messaggi di distensione verso Amatilli: «Fabrizio è un amico e gli attestati di stima reciproci lo dimostrano. Ci siamo sentiti contendenti e non avversari. Spero che con lui si percorra un cammino in simbiosi. Dobbiamo fare in modo che altre persone acquistino fiducia e ci aiutino a costruire qualcosa di importante per la città».
Dal canto suo Amatilli è deluso, ma non tradisce lo spirito delle Primarie. «È stata una battaglia impari», dichiara, «io da solo contro tutta l'Unione; ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto, che sono stati tanti. Ci mettiamo a disposizione per future battaglie. Adesso valutiamo i dati e poi parleremo di strategie. Faccio i complimenti a Gino Milano, dobbiamo lavorare assieme per il prosieguo della battaglia elettorale. La nostra è una forza importante che avrà un peso fondamentale nella sfida per le Comunali».