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Pescara, 24/03/2026
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28/11/2012
Il Centro
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Pd diviso, Di Pasquale dice no a Ginoble e Verticelli candidati. La presidente regionale del partito: «I tanti voti per Renzi e Vendola nel Teramano parlano chiaro la gente vuole facce nuove, non è opportuno che siano loro a correre per le elezioni politiche» |
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TERAMO «I voti per Renzi e anche per Vendola non vanno sottovalutati». Manola Di Pasquale, consigliere comunale e presidente regionale del Pd, lancia questo monito dopo le primarie di domenica del centrosinistra. I consensi ottenuti da Matteo Renzi, concorrente interno nel Partito Democratico del segretario nazionale Pier Luigi Bersani, e di Nichi Vendola, leader di Sel, secondo lei sono un segnale «contro gli apparati». La presidente evidenzia come a Teramo e in provincia i risultati non seguono il trend regionale e nazionale. In pratica Bersani è rimasto sotto la media, mentre Renzi e Vendola l'hanno superata. «Se c'è un malessere non lo dobbiamo nascondere», sottolinea, «ma va studiato e risolto per vincere le elezioni dal Comune al parlamento». Le 6.914 preferenze per il sindaco di Firenze e le 2.970 per Vendola, anche se di valore politico opposto, indicano la stessa esigenza di rinnovamento a cui il Pd è chiamato a dare una risposta. «Non vanno cambiate le segreterie ma bisogna cogliere il messaggio», afferma Manola Di Pasquale, «se però loro non sono in grado di coglierlo devono farsi da parte». Il riferimento è ai segretari provinciale e comunale Robert Verrocchio e Alberto Melarangelo, sostenitori di Bersani e messi alle strette dal sorprendente risultato di Renzi. La presidente evidenzia anche il dato ottenuto da Vendola a Teramo, città che definisce «democristiana», nel quale è confluito il consenso di una parte della sinistra interna al Pd. «E’ una fascia di elettori», sottolinea il consigliere, «che non si ritrova nel partito». Secondo la presidente il Pd deve stare tra i cittadini e cambiare idee e nomi. «Serve rinnovamento, la gente non ne può più delle stesse facce», spiega, «bisogna guardare non solo all'età ma anche ai meriti». Da evitare sarebbero, dunque, l'indicazione dell'uscente Tommaso Ginoble e dell'ex assessore regionale Marco Verticelli come candidati per il parlamento. «Non devono essere rottamati», fa notare Manola Di Pasquale, «ma possono ricoprire altri ruoli sfruttando le loro esperienze». Sul significato politico del voto di domenica intervengono anche il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco e Marcello Ruffini, coordinatori del comitato provinciale per Renzi. «Non è il congresso del Pd provinciale né tantomeno quello di Teramo, a tanti non interessa nulla di questo», spiegano, «il congresso ci sarà l'anno prossimo e vedremo». I due coordinatori sottolineano l'esigenza di rinnovamento e discontinuità manifestata nel voto per il sindaco di Firenze e invitano gli elettori a sostenere Renzi anche nel ballottaggio con Bersani fissato per domenica. Da oggi e fino a domani, tra l'altro, sono riaperte le iscirizioni per i cittadini che non avendo partecipato al primo turno delle primarie volessero esprimersi nel secondo. Gli interessati devono inviare una mail all'indirizzo teramo@primarieitaliabenecomune.it in cui chiedono l'inserimento nell'elenco elettorale per il ballottaggio e spiegano i motivi per i quali non hanno potuto registrarsi prima e votare domenica. Le richieste saranno vagliate dal coordinamento provinciale per autorizzare l'iscrizione.
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