AVEZZANO Micron propone la mobilità per settecento dipendenti. Tenendo presente che nello stabilimento di Avezzano lavorano 1.624 persone è facile intuire lo stato d’animo con il quale è stata accolta la notizia. Una mazzata che mina l’economia dell’intera regione. Il sottosegretario Claudio De Vincenti che segue tutte le crisi in atto ha promesso di consultare l’azienda per provare ad aprire un varco. Ma ad Avezzano la tensione è già altissima: prima alcuni operai hanno occupato il Comune, poi in tanti si sono portati fin sotto i cancelli dello stabilimento Micron. La multinazionale americana sembra dare ragione, dunque, a chi anni fa annunciava che, senza un reparto dedito all’innovazione, la struttura marsicana sarebbe stato destinato alla chiusura. Si apre, dunque, una vertenza che si annuncia aspra e difficile. Indignato il vice presidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico per l’assenza del governatore Gianni Chiodi e della Regione al tavolo Micron convocato a Roma: «È una vergogna, è inaccettabile». E il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio: «Auspico una forte presenza del Governo nazionale e di quello regionale»
AVEZZANO Peggio di così non poteva andare: a cominciare da ieri mattina quando la delegazione di sindaci abruzzesi e del Reatino, capeggiata dal primo cittadino di Avezzano Gianni Di Pangrazio e dal presidente della Provincia dell’Aquila Antonio Del Corvo, è partita per Roma sotto al diluvio universale. Una pioggia battente che faceva presagire brutte notizie. E così è stato. A Roma, al Ministero per lo Sviluppo economico, Riccardo Martorelli, attuale primo dirigente di Micron ha dato a tutti l’annuncio: Micron propone la mobilità per settecento dipendenti. Tenendo presente che ad Avezzano lavorano 1.624 persone è facile capire lo stato d’animo con il quale è stata accolta la notizia. Una mazzata, che mina l’economia dell’intera regione. Il sottosegretario Claudio De Vincenti che, per conto del ministro Passera, segue tutte le crisi in atto, ha promesso a Di Pangrazio di sentire l’azienda per provare aprire un varco nel complicato mondo della produzione non convenzionale. Intanto ad Avezzano sono scattate le prime reazioni: prima un manipolo di operai ha occupato il Comune, poi c’è stato il trasferimento in massa sotto i cancelli della Micron. La multinazionale americana, molto attiva altrove, lascia lo stabilimento desueto di Avezzano dando ragione a chi, qualche anno fa, profetizzava che senza un reparto dedito all’innovazione la struttura marsicana sarebbe stato destinato alla chiusura. Si apre, dunque, una vertenza aspra e difficile.
LE REAZIONI
Indignato il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico per l’assenza del presidente Gianni Chiodi al tavolo Micron convocato a Roma: «È una vergogna inaccettabile, lui non c’era, malgrado le sollecitazioni urgenti che ho più volte rivolto». E il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio: «Esprimo solidarietà ai lavoratori della Micron, coinvolti in questa difficile vertenza. Auspico una forte e costante presenza sia del Governo nazionale che di quello regionale. La Micron rappresenta una realtà produttiva di primaria importanza». Ma messaggi di solidarietà e preoccupazione sono stati inviati anche dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, per il tramite del capo di gabinetto Pietrucci: «La terribile ipotesi paventata, che prevede l’esubero di 700 lavoratori, getterebbe L’Aquila e la sua provincia in una crisi economica irreversibile. Faccio un appello perché la provincia dell’Aquila e l’Abruzzo intero si mobilitino contro questa sciagura, augurandomi una forte assunzione di responsabilità da parte del Governo che bene conosce la drammatica situazione occupazionale di questo territorio. Mi lascia basito l’atteggiamento della Regione Abruzzo, ancora una volta assente e totalmente disinteressata alle sorti economiche di questa povera terra». Il deputato Pd Giovanni Lolli si è detto preoccupato: «Dobbiamo metterci tutti a disposizione del sindaco di Avezzano e delle organizzazioni sindacali per partecipare direttamente alle forme di mobilitazione che verranno indicate, spero che anche la Regione, clamorosamente assente all’incontro di Roma, possa immediatamente assumere il ruolo e le responsabilità che le competono».