AVEZZANO Crisi di mercato più crisi di produttività uguale 700 licenziamenti. Questa è l’operazione che la dirigenza Micron ha portato al tavolo ministeriale a Roma. Presenti i sindacati Fim, Fiom e Uilm, il Sindaco di Avezzano con rappresentanti dei Comuni di L’Aquila e Rieti nonché della Provincia, assente la Regione, gli uomini del Dg Galbiati si sono limitati a dire che la situazione del mercato dei semiconduttori, parametrata allo stabilimento di Avezzano, porta all’emersione di 700 esuberi. Alla richiesta di capire quale fosse la prospettiva della multinazionale ad Avezzano e in Italia, gli uomini Micron hanno detto che l’azienda vuole incentivare la cessione dello stabilimento e l’avvio di una partnership che non veda Micron coinvolta. Traduzione: Micron lascia Avezzano e l’Italia. Il taglio dei 700 posti è mortale per lo stabilimento e per tutto il territorio. «Come volevasi dimostrare - ha detto il segretario provinciale Fiom, Alfredo Fegatelli - la realtà è più dura dell’immaginabile. La situazione è drammatica. Micron non ha portato un piano industriale e non ha voltuo esprimere altro se non il suo disinteresse per questa zona. Già dal pomeriggio (ieri davanti alla fabbrica) abbiamo avviato, con gli altri sindacati, un confronto con i lavoratori ai quali diremo come stanno le cose. Decideremo un percorso di lotta condiviso. Unico dato positivo un nuovo incontro entro tre settimane». «Micron ha ufficializzato l’esigenza di lasciare il territorio nazionale e investire altrove. Per noi- ha detto il segretario regionale Uilm Michele Lombardo - tutelare lo stabilimento di Avezzano significa aprire un tavolo al dicastero di politica industriale riferito al settore dei semiconduttori-memoria in Italia. Abbiamo rigettato al mittente l’eventualità di sederci a un tavolo vertenziale per discutere nei termini avanzati da Micron. È possibile - conclude Lombardo - aprire un tavolo sulle politiche industriali nel settore semiconduttori». «Le condizioni di mercato - scrive Micron - continuano ad essere sfidanti nel settore dei semiconduttori, compreso quello delle memorie. A tal proposito Micron sta portando avanti iniziative per fronteggiare la situazione ed essere maggiormente competitiva. In particolare per Avezzano, l’evoluzione del mercato e la forte pressione competitiva non consentono all’impianto a 200 mm di prevedere volumi superiori al 50-60% della capacità produttiva nel medio-lungo termine determinando un eccesso di forza lavoro pari a 700 persone. Il Ministero ha suggerito di continuare ad utilizzare nell’immediato gli ammortizzatori sociali ordinari. Allo stesso tempo ha dichiarato la volontà a lavorare con Micron su ipotesi per ridurre l’impatto che la situazione prospettata può avere nel futuro». «Il momento è complicato - ha dichiarato il responsabile Micron del personale Famà - ed è positivo constatare la volontà di tutti per cercare soluzioni realistiche che permettano di lavorare per un futuro dello stabilimento, minimizzando l’impatto sociale». Il Sindaco DiPangrazio è soddisfatto per la volontà del sottosegretario De Vincenti di respingere l’annuncio di 700 esuberi e assumere un formale impegno a nome del Governo, per ridare una prospettiva di sviluppo al sito. «Non scherziamo con i numeri, vogliamo discutere e parlare di rilancio - ha detto Di Pangrazio - non di esuberi o dismissioni. Il governo deve fare qualsiasi sforzo per costruire il futuro, il management aziendale rifletta. In quest’ottica apprezziamo il riconoscimento del lavoro svolto in sede locale preso come punto di partenza dal Governo». Sulla stessa linea il presidente della Provincia Del Corvo che auspica un impegno per trovare soluzioni che diano futuro a questo sito. Solidarietà dal consigliere regionale Pd, Giuseppe Di Pangrazio: «Esprimo solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Micron. Auspico una forte e costante presenza del Governo nazionale e regionale per tutelare i livelli occupazionali».Sull’assenza della Regione polemico il vice presidente GiovanniD’Amico: «È una vergogna che malgrado le sollecitazioni urgenti che ho più volte rivolto al Presidente Chiodi ed al Vice Presidente Castiglione, al tavolo del ministero fossero assenti il Presidente Chiodi e la giunta». Preoccupazione e sconcerto e di «decisione che getterebbe L’Aquila e la sua provincia in una crisi economica irreversibile» ha parlato il capo di gabinetto del sindaco di L’Aquila, PierpaoloPetrucci. L’onorevole Lolli, rimarcata l’assenza della Regione, auspica una mobilitazione unitaria al fine di «trovare nuovi partners e un nuovo progetto industriale». Impegno alla mobilitazione da Daniele Tersone, coordinatore di Generazione Futuro.