Adire alle vie legali entro una settimana in caso di inadempienza della Regione in merito alla situazione dei tassisti teatini, cui viene impedito, contro ogni norma e legge, di sostare negli stalli dell'aeroporto d'Abruzzo: lo ha minacciato ieri il sindaco, Umberto Di Primio, che è tornato sulla vicenda, pretendendo risposte esaurienti dall'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra. «I soprusi – ha spiegato il primo cittadino – cui sono soggetti quotidianamente i tassisti di Chieti, il disservizio per i cittadini, nonché l’aggravio di costi per l’utenza, nascenti, è bene ribadirlo, dalla non decisione della Regione credo meritino, ormai, dichiarando la mia impossibilità di fare oltre istituzionalmente, una azione giudiziaria che non esiterò a porre in essere se non verranno adottati, entro il termine di sette giorni , tutti gli atti necessari, mi si dice dal Settore Trasporti un decreto del presidente della Giunta, affinché vi sia un corretto funzionamento del servizio taxi all’interno dell’aerostazione e non venga negato ai nostri tassisti il diritto di lavorare». Pacato, ma soddisfatto Luigi Colalongo, presidente regionale di Confartigianato-Taxi ed esponente di punta del consorzio «Cometa», in cui sono raggruppati i tassisti teatini (insieme anche a qualche pescarese): «Chiediamo alle istituzioni semplicemente il rispetto della legge: non abbiamo mai commesso alcun sopruso né siamo ricorsi a proteste clamorose, sicuri che la ragione e le norme sono dalla nostra parte. Ringrazio il primo cittadino per tutto quello che sta facendo al fine di far cessare una evidente e prolungata ingiustizia che colpisce senza motivo i tassisti che vogliono solo svolgere il loro lavoro in tranquillità e sicurezza, nel rispetto della legge».