Intanto l'on. Rodolfo De Laurentiis critica l'operazione svuotata di significato e senza alcun criterio
Sulmona. - Una marcia indietro eclatante quella che, a quanto pare, sarebbe intenzionata a fare l'Arpa nella cessione del pacchetto azionario di Schiappa alla Paolibus: le autolinee regionali, infatti, sembrano intenzionate a riacquistare dalla società aquilana le quote della società scannese, cedute pochi mesi fa come quota parte della ricapitalizzazione della stessa Paolibus, partecipata al 48 per cento dall'Arpa. Le dimissioni richieste ed ottenute alla Poalibus dell'ex presidente Arpa, Alfonso D'Alfonso, sembrano insomma aver cambiato le carte in tavola e convinto il nuovo presidente a far tornare Schiappa nella famiglia Arpa. «Non c'è da meravigliarsi - spiega un altro ex presidente della società pubblica del trasporto, l'onorevole Rodolfo De Laurentis - fui io a voler acquistare Schiappa, società che fino alla mia gestione era più che fiorente con un fatturato attivo di oltre duecentomila euro l'anno. Lo svuotamento di Schiappa, la sua sospetta ricapitalizzazione concordata solo con i privati, la cessione del servizio di biglietteria alla Sistema e l'attivazione di corse concorrenti, è stata un'operazione senza alcun criterio aziendale, che ancora ora, escludendo interessi personali, faccio fatica a comprendere, soprattutto in virtù dell'apertura del mercato a privati di altre regioni». Tra voci di corridoio e presunti nuovi passaggi societari, intanto, i dipendenti di Schiappa sono nella totale incertezza: le organizzazioni sindacali sembrano essersi dileguate, nonostante lo stato di agitazione proclamato da tutta l'Arpa dal sette gennaio scorso. La sperimentazione sulla corsa delle 16,30 in partenza da Sulmona per Roma (che avrebbe dovuto essere spostata alle 18) non è stata ancora attivata, nè è stato comunicato ai dipendenti quando e se partirà.