Se la Regione non provvede a regolarizzare entro brevissimo tempo il servizio taxi all’interno dell’aeroporto d’Abruzzo, il sindaco di Chieti minaccia di avviare un’azione giudiziaria a difesa dei tassisti teatini che non riescono a svolgere attività all’aeroporto. Umberto Di Primio scende di nuovo in campo su un problema che si trascina da anni. Ha scritto una lettera di protesta al presidente Gianni Chiodi e all’assessore ai trasporti Giandomenico Morra per denunciare «il gravissimo ritardo e la condotta omissiva della Regione, rispetto alla disciplina del servizio allo scalo aereo abruzzese». Chiede che vengano predisposti con urgenza tutti gli atti necessari per un corretto funzionamento del servizio e «non venga negata ulteriormente ai tassisti di Chieti il diritto a lavorare». Il sindaco esprime rammarico per il comportamento fin qui tenuto dal governatore Chiodi e dall’assessore al settore Morra. Parla di «soprusi cui sono soggetti quotidianamente i tassisti di Chieti», di «disservizio per i cittadini» e di «aggravio di costi per gli utenti». Tre gravi problemi e situazioni che, secondo il sindaco, scaturiscono proprio dalla «non decisione» della Regione. Vista la «mia impossibilità di fare oltre istituzionalmente - conclude Di Primio - agirò giudiziariamente».