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Pescara, 24/03/2026
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Data: 29/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Taglio delle tasse sei ipotesi sul tavolo. Si cerca l’accordo. Domani la riunione del Patto per lo sviluppo Campo (Uil): avvantaggiare i primi 2 scaglioni di reddito

PESCARA Ma quanto è complicato ridurre le tasse. Dopo aver convinto il governo, la Regione adesso deve convincere le parti sociali su come distribuire i tagli tra le famiglie e le imprese. Sul piatto ci sono 40 milioni scarsi di addizionali Irpef e Irap risparmiati nel 2012 grazie all’avanzo del bilancio della sanità. Ora la Regione deve scrivere il taglio delle tasse in una legge che andrà sottoposta al governo. L’assessore al Bilancio Carlo Masci ha avanzato cinque ipotesi: 1) tagliare solo l’Irpef, 2) tagliare l’Irpef ma anche un po’ di Irap; 3) tagliare Irpef e Irap in parti uguali; 4) tagliare l’Irap e un po’ di Irpef; 5) tagliare solo l’Irap. Domani nella riunione del Patto dello Sviluppo che dovrà prendere una decisione in merito, i sindacati porteranno una sesta ipotesi: tagliare il 60% di Irpef e il 40% di Irap. Ma le imprese, e in particolare Confindustria, preferirebbero rovesciare il rapporto. Le somme in ballo non sono grandi e spostare l’asticella in su o in giù non cambierebbe di molto i valori in campo. Ma l’accordo per ora non c’è e va comunque trovato. Ieri il segretario della Uil Abruzzo Roberto Campo ha invitato le parti a trovare la quadra. Secondo la Uil bisogna superare innanzitutto l’idea sbagliata che l'Irpef sia solo di «interesse sociale» e l'Irap «di interesse economico». Spiega il segretario Uil: «Sia la riduzione dell'Irpef sia quella dell'Irap hanno valore economico, una per i consumi e l'altra per i margini di redditività delle imprese». Per Campo una «ragionevole mediazione», che tenga conto della situazione economico-sociale regionale, può essere trovata utilizzando la quota più grande delle risorse disponibili per tagliare le tasse sui due scaglioni di reddito che raggruppano più cittadini: quello fino a 15.000 euro e quello fino a 28.000 euro, «con l'obiettivo di dare risposte alle fasce basse e medio-basse di reddito, considerando che la crisi sta colpendo i più deboli, su cui va concentrato lo sforzo maggiore, ma anche il ceto medio». «Cominciare a ridurre l'addizionale regionale Irpef in favore dei redditi bassi e medio-bassi», spiega Campo «è importante sia perché si tratta di una tassa universale, che pagano tutti i cittadini, cui è ora di dare un segnale di inversione di tendenza, sia perché la crisi in atto è soprattutto caratterizzata dal calo dei consumi delle famiglie, come ha confermato anche l'aggiornamento congiunturale sull'economia dell'Abruzzo presentato da Banca d'Italia». Una seconda quota delle risorse disponibili, «rilevante, sia pure inferiore alla prima, va mirata sull'impresa», dice la Uil, «cominciando ad abbassare l'Irap, il cui peso eccessivo scoraggia l'occupazione». Ma Campo chiede anche al governatore Gianni Chiodi di verificare se sia possibile «rendere più corposa la parte della leva fiscale che si può restituire da subito a cittadini ed imprese».

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