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Data: 30/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica in fermento - Morra alla Destra. terremoto nel Pdl

TERAMO L’assessore regionale Giandonato Morra lascia il Pdl e passa a La Destra di Francesco Storace, una sorta di ritorno a casa, commenta a caldo lo stesso segretario nazionale. Una scelta maturata da tempo, da quando Morra solo qualche mese fa sosteneva che «non si poteva stare dietro alle paturnie di una Brambilla, perché un partito- continuò quel giorno- deve essere espressione di un popolo e non di sommatorie di lobby». Allora accarezzava l’idea di un Pdl che dovesse cambiar pelle trasformandosi in una specie di Ppe italiano «che guardasse al vecchio continente con rinnovato valore». Ora però non ce l’ha fatta più. In linea con il personaggio («io le cose quando le devo dire, le dico»), Morra ha maturato davvero l’idea di abbandonare la nave circa un mese e mezzo fa ma solo dieci giorni orsono ha rotto definitivamente gli indugi. Conosceva già il segretario nazionale Storace, con cui condivide appunto l’idea di una certa destra sociale, più vicina alla gente, alle sue problematiche: «Io sono dalla parte dei disoccupati- rivendica Morra- dei più deboli, e non ce l’ho fatta più con questa politica scellerata di Monti, un non eletto che vuole abolire le Province e con questo Pdl che lo asseconda; con una povertà che di giorno in giorno aumenta, mentre tutti attorno mi dicevano di star zitto; io del resto conservo sempre la mia ideologia di destra».
L’assessore dunque non è d’accordo con la linea politica del Pdl, con le primarie che si fanno e il giorno dopo non più, con gli indirizzi di un partito «senza più un programma»: «Prima che crolli tutto me ne vado, non sono il tipo che va a rimorchio». Dichiara che il suo appoggio alla giunta Chiodi non verrà meno: «Non mi dimetto. Siamo nella stessa area».
L’avvocato teramano pare essersi tolto un gran peso e ansima in successione il suo stato che lui continua a considerare di «grande libertà». Non è stata nemmeno l’ultima vicenda della nomina del quinto componente al Cda dell’Arpa ad affrettare la sua decisione: «Per quella storia al massimo ci sarei stato male tre giorni». «Io sono di popolo e ho avuto coraggio» conclude. Francesco Storace dal suo canto annuncia altri arrivi dal Pdl: «Le sorprese non finiscono qui- dichiara raggiante- perché dopo Morra, la cui venuta nella Destra ha un alto valore politico, la diaspora del Pdl non si fermerà qui, e non solo in Abruzzo. Tutti gli ex An torneranno da noi, in una casa che non sarà mai in vendita».

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