Terzo sciopero generale del 2012 del trasporto pubblico locale. Dopo gli attacchi di questi giorni, si rompe la tregua sindacale che era stata sancita all'indomani del fallimento dell'EavBus. Ai sindacati, evidentemente, non bastano le rassicurazioni della Regione e le quattro sigle di categoria (Filt-Cigl, Fit-Cisl, Uil trasporti e Ugl Trasporti) hanno proclamato 24 ore di sciopero tra lunedì 3 e martedì 4 dicembre. Dalle 21 di lunedì alle 21 di martedì sciopero dei convogli locali di Trenitalia; per tutta la giornata di martedì si fermeranno tutti i mezzi pubblici comprese le navi della Caremar, saranno logicamente fatte salve le fasce di garanzia e i servizi minimi. E i sindacati accusano senza mezzi termini l'assessore Vetrella «che dovrebbe rassegnare le dimissioni insieme a tutti gli altri responsabili di questo disastro. Per il trasporto pubblico locale e l'indotto c'è carenza di risorse economiche e ritardo nei pagamenti dello stipendio. Per Trenitalia c'è il rischio di taglio di circa il 50% del servizio ferroviario, con forti ripercussioni occupazionali». A precedere lo sciopero ci sarà il presidio dei lavoratori dinanzi alla sede del Consiglio regionale, al Centro direzionale. A partire dalle 10 di domani, giorno in cui si terrà il consiglio monotematico sui trasporti, i lavoratori assedieranno la Regione. La giunta utilizzerà il Consiglio per varare una norma «urgente» che consenta di reperire subito i circa cinque milioni che ancora mancano per «blindare» i conti di Eav e, soprattutto, pagare gli stipendi. Ieri c'è stato una «vivace» riunione della commissione trasporti, con l'assessore Vetrella che ha illustrato la exit strategy dalla crisi, una strategia che non convince il centrosinistra. In Consiglio ci sarà infatti anche la mozione di sfiducia contro l'assessore Vetrella. Ieri in commissione trasporti il capogruppo del Pse, Gennaro Oliviero, è intervenuto in maniera dura nei confronti di «provvedimenti tampone. Un fallimento all'improvviso e non ci resta che piangere, l'assessore Vetrella dimostri di avere dignità e si dimetta. Dal canto suo, il presidente Caldoro deve prendere atto dell'inadeguatezza del suo delegato ai trasporti». E Arturo Scotto, coordinatore regionale di Sel chiede «al centrosinistra campano, a partire dagli eletti nell'attuale Consiglio Regionale, condividendo la mozione di sfiducia presentata nei confronti dell'assessore Vetrella, di avere immediatamente, su questo tema iniziative comuni per la salvaguardia dei lavoratori e dei servizi». Infine il capogruppo regionale Pd, Umberto del Basso De Caro, e i consiglieri Amato e Casillo ampliano il discorso all'indotto: «Con la procedura di affidamento dell'Eav occorre tenere gli occhi bene aperti perché in queste ore ci sono fughe in avanti delle ditte appaltatrici dell'indotto che, non ricevendo risorse, stanno già licenziando i lavoratori, come è accaduto per i dipendenti del deposito di Comiziano». Una situazione pesante non solo in Campania: in Molise una storica ditta privata come Cerella è costretta ad annunciare sette licenziamenti e la soppressione di linee come la Campobasso-Napoli e la Agnone-Napoli, molto utilizzate anche dai pendolari campani. Altro tema centrale nel confronto tra sindacati e Regione è quello che riguarda i privati. Dopo le accuse del segretario regionale Cgil Franco Tavella, arrivano quelle del leader campano della Cisl, Lina Lucci. «In Consiglio regionale non ci devono neanche provare ad affidare i servizi finora erogati da EavBus ai privati. Se passa tutto in mano ai privati nasce il legittimo sospetto che dietro ci sia una precisa strategia, una volontà ad andare in questa direzione. Per beghe politiche ed incapacità manageriali non è mai stato presentato un piano industriale credibile e ci troviamo con un sistema del trasporto pubblico locale collassato».