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Data: 01/12/2012
Testata giornalistica: AbruzzoWeb
Intervista all'Assessore Morra - Morra e l'uscita dal Pdl «Non potevo più stare in silenzio, io sono eletto non sono un nominato»

L’AQUILA - “La politica è emozione, se manca quella manca tutto”. E di emozioni, evidentemente, di quelle forti, positive, che ti riempiono il cuore di soddisfazione e orgoglio l’assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra non ne provava più da tempo.

Anzi, il malessere di far parte di un partito, il Pdl, che appoggia in Parlamento il Governo Monti “di cui non condivido nulla”, come dice, era diventata quasi motivo di tristezza e angoscia. Tanto da portarlo a maturare nel tempo una decisione che si è concretizzata nella giornata di ieri è che ha creato non poco rumore nel panorama politico regionale.

“Avrò ricevuto in un pomeriggio almeno cento telefonate - spiega l’assessore regionale ai trasporti a poche ore dall’adesione ufficiale alla Destra di Francesco Storace - Il 90 per cento delle persone è contenta ed è entusiasta. C’è qualcuno, invece, che dice che ho sbagliato”.

“Ma io sono un eletto, non sono un nominato. Faccio come voglio. Mi sento libero di agire secondo le mie idee e, soprattutto, per il bene di chi ha votato”.

Sostegno del Pdl all’Esecutivo dei tecnocrati, questione riordino province, pasticcio primarie: tre gocce che hanno fatto traboccare un vaso che ha scatenato un fiume in piena.

“Non ce la faccio a sentire un onorevole del Pdl che critica Monti e questo Governo e un quarto d’ora prima ha votato la fiducia. Comprendo le necessità e le esigenze del Paese ma non condivido le scelte che sono state fatte, che denotano una insensibilità sociale evidente a tutti. Io, che vengo da un ambiente, quello della destra sociale, non potevo più accettarlo e, soprattutto, non potevo più sopportare di non poterlo dire liberamente”.

Anche il provvedimento di riordino delle province “così come è stato fatto e pensato è una follia. Tra l’altro l’Abruzzo ha il 71 per cento del territorio montano e avrebbe dovuto esserne fuori”.

E poi c’è la questione primarie del Pdl, annunciate e poi saltate, con “una gestione quantomeno superficiale, per non dire castrante. Mi immaginavo elezioni primarie di coalizione, aperte ad Alfano, Alemanno, Storace, Meloni, Tosi e altre componenti del Pdl. Invece si è fatto tutt’altro”.

E allora la scelta dell’adesione alla Destra storaciana, che oltre ad essere uno dei più ferrei oppositori dell’Esecutivo nazionale, si richiama ad idee ed obiettivi “che respiro e condivido da trent’anni. Parlo di politiche per il lavoro, mutuo sociale, rispetto per la gente, e soprattutto di quelli che non ce la fanno ad arrivare a fine mese perchè troppo in là con gli anni per reinserirsi nel mondo del lavoro. Ho fatto una scelta non facile, cosa che credo sia chiara a tutti, ma ho 53 anni, faccio politica da una vita, e non potevo più rimanere in silenzio. Io sono diverso, non giudico gli altri, ma non mi trovavo più a mio agio. Punto”.

Morra era e rimane, almeno fino a indicazioni contrarie, nella Giunta Chiodi “al quale il mio appoggio è garantito, e lui lo sa. Una cosa è il partito e una cosa è Chiodi. Io mi sento a posto con la coscienza, ho sempre il mio lavoro con il massimo impegno in un settore in forte crisi per via dei tagli nazionali, con leggi approvate anche con il consenso delle opposizioni. I ladri si dimettono, sicuramente non io. Sarebbe stato facile fare questa scelta tra dieci giorni o a ridosso delle elezioni regionali”.

Prima delle regionali, però, ci sono le politiche nel 2013. “Se sarò candidato? Ma questo è l’ultimo dei problemi. Faccio già parte di un Governo, quello regionale, lavoro per quello. Poi io sono a disposizione di tutti e del partito. Ma non sono le politiche il mio primo pensiero, anche perché non è chiaro neanche con quale sistema elettorale si andrà a votare. Io proporrei un sistema con preferenze su base regionale, così magari i politici girano il territorio come lo giro io e ascoltano i problemi ed i drammi della gente e capiscono quale realtà viviamo”.

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