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Pescara, 24/03/2026
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Data: 01/12/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Da Roma a Campobasso. Sei ore da incubo in treno

Tra i disagi segnalati la mancanza di posti a sedere
Ferrovie Protesta di Ecodem: vettori vecchi e carrozze sporche

CAMPOBASSO Sei ore per raggiungere Campobasso in treno da Roma, due più del previsto, per l’ennesimo viaggio da incubo con soste non previste in vagoni stracolmi. È successo l’altra sera. «Il treno – raccontano alcuni viaggiatori - è partito alle ore 17.08 dal binario 20/bis della stazione Termini è giunto a Campobasso alle 23.00 con 2 ore di ritardo, si è fermato inspiegabilmente a Venafro per circa un’ora, ripartendo alle 20.20 e poi a Carpinone, dove alcuni passeggeri spazientiti hanno preferito chiamare i familiari che li hanno raggiunti con le loro auto». Pendolari esasperati per un episodio che purtroppo è solo l’ultimo di una lunga lista. A farsi ancora una volta portavoce della protesta è l’associazione Ecodem, che, così come il consigliere Petraroia, con interpellanze, esposti, diffide e mozioni, ha sollevato il problema. «Com’è possibile – dicono - che il collegamento tra la capitale ed un capoluogo regionale nel 2012 sia scaduto, degradato e ridotto ai minimi termini, con vettori antiquati, locomotori inadeguati, carrozze poco pulite, servizi non sempre funzionanti, impianti di riscaldamento e/o di condizionamento aria quasi sempre ridotti?». Uno dei disagi maggiori per i viaggiatori è che nella maggior parte dei casi nel tratto Roma – Cassino non ci sono posti a sedere, quando tutto sommato basterebbe aggiungere una carrozza da fermare a Cassino. «Il silenzio del Ministero dei Trasporti, l’insensibilità dei vertici delle Ferrovie dello Stato e la disattenzione delle istituzioni nazionali – tuonano gli Ecodem - ci umilia e indigna, perché è inaccettabile sul piano del rispetto e della considerazione che ci viene negata, da chi al massimo scrive due righe per scaricare la colpa sulla Regione Molise. Ma se fosse conclamata l’insipienza, l’incapacità e l’inadeguatezza della Giunta Regionale del Molise, per quale ragione lo Stato non interviene in chiave sostitutiva per assicurare ai cittadini il diritto alla mobilità con atti straordinari, eccezionali ed urgenti? Si abbia il coraggio di dire la verità – concludono - e se i territori montani, interni e poco abitati si vogliono chiudere, basta dirlo che noi resteremo senza treni ma milioni di persone potrebbero rimanere senza energia o senza acqua corrente, o ci si illude che l’egoismo dei forti deve impedire ai più deboli anche il diritto di reagire?».

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