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Data: 06/02/2007
Testata giornalistica: Ansa
Tirrenia: sindacati, Bianchi sbaglia, non è come Alitalia

(ANSA) - ROMA - Ai sindacati non è piaciuto l'accostamento tra le prospettive per Tirrenia e la crisi di Alitalia. Il riferimento è al ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che nei giorni scorsi ha parlato di "rischio Alitalia" per evidenziare come Tirrenia, la società pubblica di navigazione che per una scadenza europea dovrà operare in un regime di piena concorrenza a partire dalla fine del 2008, non sia pronta ad affrontare questo difficile passaggio perché offre servizi "fuori mercato". 'Una qualsiasi similitudine tra la situazione di Alitalia e quella di Tirrena'', sottolineano in una nota le segreterie generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti, "é assolutamente sbagliata è totalmente priva di fondamento". Il gruppo Tirrenia, ricordano i sindacati, "non ha perdite di gestione e svolge un servizio pubblico a tariffe imposte ricevendo perciò una compensazione da parte dello Stato" che "si è negli ultimi anni progressivamente ridotta ed oggi è solamente di 60 milioni di euro". Mentre un accordo quadro a sostegno del piano industriale, sottoscritto dai sindacati, già prevede una "revisione della convenzione con lo Stato con l'uscita di diverse linee dalla convenzione" con lo Stato, una "riduzione dei costi di servizio a quelli medi del settore", lo "sviluppo delle attività di servizio in regime di libera impresa con investimenti che prevedono l'acquisizione di ben 15 nuove unità per Tirrenia e per le società regionali oltre che l'apertura di nuove linee", il "rilancio delle società del Gruppo attraverso un forte recupero di competitività mediante la riduzione dei costi aziendali", la "garanzia dei livelli occupazionali e stabilizzazione di ampie fasce di precariato. Il tutto traguardando un corretto e previsto processo di privatizzazione". Per i sindacati "appaiono pertanto, se confermate, inconcepibili e non condivisibili le preoccupazioni" di Bianchi, "al quale chiediamo piuttosto - scrivono i tre segretari generali, Fabrizio Solari (Filt), Claudio Claudiani (Fit) e Giuseppe Caronia (Uilt) - un suo forte e doveroso impegno, in sintonia e non in contrapposizione con quello del Governo e del Parlamento che hanno approvato la proroga della convenzione sino al 2012, nei confronti della Unione Europea che non potrà in alcun modo, anche a fronte del piano industriale di Tirrenia e degli accordi raggiunti con le organizzazioni sindacali, non approvare a sua volta. Il paventato rischio dell'apertura di una procedura di infrazione ancorché allarmistica è a nostro avviso solamente un cattivo auspicio".

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