L'uscita dell'assessore Morra dalla Pdl potrebbe avere delle ripercussioni sulla nomina dei componenti dell'Ente Porto Giulianova, mentre secondo il consigliere regionale Claudio Ruffini «non è solo una questione di dissenso politico dai vertici nazionali bensì certifica i malumori legati all'impossibilità dello stesso Morra di portare avanti il progetto di riforma del Tpl in Abruzzo».
Il presidente designato all'Ente Porto, Paolo Vasanella, è un fedelissimo di Morra ma non è detto che il passaggio dell'assessore ad altro gruppo possa rimettere il ballo la nomina di presidente, anche se altri nomi sono in agguato e nelle ultime ore è alito anche quello di Flaviano Montebello, che, però, è riuscito ad imporre Matteo Di Michele al posto di altri aspiranti come Gianfelice Bellini, Sandro Zaccagnini, Gianni Mastrilli e Stefano Ledda. Intanto, in una nota, Il Cittadino governante, ha chiesto al Comune di Giulianova «di abbandonare la solita logica di spartizione politica e di dare un reale segnale di cambiamento indicando, nel rispetto delle competenze, tra i rappresentanti del cda una figura che opera quotidianamente nel settore, prendendo così in seria considerazione la proposta avanzata dal Cogevo (associazione della marineria locale) ed esprime soddisfazione per il fatto che gran parte dei gruppi consiliari ed il sindaco stesso hanno accolto la proposta. Naturalmente auspichiamo che l'impegno preso pubblicamente venga attuato».
Sul caso-Morra prende posizione anche Claudio Ruffini, il quale sostiene: «I nostri timori erano fondati e si stanno rivelando con tutta la loro drammaticità. La maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale è alle prese con divisioni interne e regolamenti di conti che ostacolano la creazione dell'azienda unica dei trasporti. Salvare le poltrone e salvare loro stessi è la priorità, altro che le riforme necessarie per i cittadini abruzzesi. Il colpevole di questa situazione è in primis il presidente Chiodi che ha lasciato solo Morra e non l'ha sostenuto con forza all'interno della maggioranza». Ruffini ricorda inoltre che la maggioranza si appresta a fare la nomina del quinto componente del cda dell'Arpa. E commenta: «Una vergogna che fa inorridire tutti i cittadini abruzzesi alle prese con la crisi economica, un fatto grave che è l'ennesimo segnale che questa maggioranza non vuole la riforma dei trasporti».