In merito alla questione del porto di Pescara io dico che si sta consumando un dramma umano. Un dramma che finora non ancora esplode nella rabbia, per ora tenuta a freno grazie soltanto alla grande civiltà, alla grande dignità e alla grande pazienza dei pescatori. Dei pescatori che ogni giorno che escono a lavorare sanno di dover affrontare l'incommensurabile forza del mare. Mare con cui devono appunto portare pazienza. Che spesso li costringe nelle fredde notti d’inverno a fare la «pintumie», quella snervante attesa sulle banchine, a sperare che il mare ed il vento si calmino per poter uscire in mare a lavorare, solo lavorare. Ricordo con commozione mio padre, pescatore motorista, quando la mattina presto rientrava a casa tutto infreddolito dopo una lunga, gelida e vana «pintumie», si friggeva uova con salsicce di fegato e fuffelloni fritti, i peperoni dolci messi a seccare al sole.
Ma oggi i pescatori sanno anche che questo disastro non è dipeso dalla forza del mare, ma dalla dissennatezza, dalla superficialità e dal pressappochismo di chi ha costruito un mostro che non doveva essere realizzato, almeno non così, con quelle fattezze e dimensioni.
Quello che sta accadendo è una vergona non solo per la nostra città ma per l’Italia intera. Per l’Italia nei confronti dell’Europa. Nel nostro Paese accade che un’equipe (costituita da cosiddetti grandi tecnici, ingegneroni, grandi esperti e quant’altro), provoca un disastro ambientale che imprigiona l’intera flotta peschereccia; la stessa equipe mette quindi economicamente in ginocchio una intera marineria (quindi centinaia di famiglie senza più un reddito mensile) e cosa succede? Nulla! Nulla accade per quel che riguarda la ricerca di eventuali responsabilità per lo sfacelo accaduto. Mi chiedo se gli organi preposti si siano attivati per appurare eventuali gravi responsabilità per questo drammatico disastro che abbiamo davanti agli occhi.
Inoltre vorrei dire che per quanto riguarda la soluzione del problema, noto che invece di agire sulla causa del disastro, si va (se pure si andrà) ad agire sugli effetti. Come dire che si sta tentando di guarire un dente cariato con un antidolorifico.
Non so fino a quanto si potrà approfittare della grande civiltà, della grande dignità, della grande pazienza e generosità dei pescatori.