PESCARA Famiglie e aziende si ritroveranno qualche spicciolo in più nel 2013, forse già a partire dal gennaio prossimo quando il taglio delle addizionali Irpef e Irap diventerà operativo con l'approvazione della Finanziaria regionale. Complessivamente si tratta di circa 40 milioni di euro che tornano nelle tasche degli abruzzesi dopo il risanamento del debito sulla sanità, a fronte dei 140 milioni incamerati ogni anno dalla Regione per le due imposte. Ieri, al tavolo sulla fiscalità del Patto per lo sviluppo si è deciso di ripartire la riduzione delle tasse con un criterio che restituirà il 55% delle addizionali alla quota Irpef, quindi buste paga dei lavoratori e pensioni, mentre il restante 45% servirà ad alleggerire il peso fiscale delle aziende soggette all'imposta regionale sulle attività produttive (Irap). A conti fatti si tratta di un risparmio di un centinaio di euro l'anno ma, come ha spiegato l'assessore regionale al Bilancio Carlo Masci, il taglio delle addizionali (oggi al 30%) potrebbe avere un aumento esponenziale da qui al 2016.
Infatti quando si andrà all'azzeramento delle cartolarizzazioni, si potrà raggiungere la quota del 65%: in questo caso il tesoretto da spartire salirebbe a circa 160 milioni di euro. Naturalmente la premessa è che si proceda nel percorso virtuoso della tenuta dei conti.
La restituzione di parte delle imposte Irpef e Irap avverrà per scaglioni di reddito, come avevano chiesto i sindacati e il Partito democratico. Il segretario regionale della Uil, Roberto Campo ha messo sul tavolo una tabella riassuntiva che conferma come sul totale dei contribuenti abruzzesi (643.431) il peso della tasse è sostenuto soprattutto dalle fasce più deboli. Sono infatti 256.155 i contribuenti che percepiscono un reddito fino a 15.000 euro e 272.102 quelli che dichiarano un reddito tra 15.000 e 28.000 euro. Nella fascia tra 28.000 e 55.000 euro si collocano invece 94.478 contribuenti. Il taglio delle imposte avrà dunque un aumento decrescente dal basso verso l'alto. La Cgil è stata comunque critica: «Troppo alle imprese, briciole alle famiglie. Così si distribuiscono solo soldi a pioggia» ha detto il segretario regionale Di Cesare.