Il ministro rassicura, il presidente solleva perplessità, gli studenti rimangono senza il servizio. E, allora, tornano a farsi sentire perché le parole, ormai, contano poco anche sul tavolo delle promesse, figurarsi su quello dei ritardi nella riattivazione del servizio di trasporto gratuito dedicato agli universitari pendolari. «La querelle tra il ministro Fabrizio Barca e Gianni Chiodi sta sfiorando il ridicolo e gli studenti non ne possono più» dice Andrea Fidanza della segreteria regionale del Pd. «Le ripicche personali tra i due non fanno altro che prolungare i disagi agli studenti - aggiunge -. Il Ministro parla di metodi opachi nella gestione degli anni passati e il presidente della Regione, di risposta, parla di gara europea con tempi lunghissimi invece di singole gare per tratta o per zona. Senza prevedere, in ogni caso, un servizio temporaneo in attesa degli esiti della gara». Risultato? La riattivazione del servizio per gennaio, promessa dal Ministro, è smentita da Chiodi, contrariato sia per i tempi, sia per i modi delle dichiarazioni di Barca. «Ci vorrà più tempo, ma stiamo studiando una via più celere rispetto a quella della gara europea» dice sostanzialmente il presidente della Regione. Chiodi non lo ammetterà mai, ma è rimasto irritato perché, dalla nota di Barca, dopo che il Ministro è salito sul bus con una studentessa per constatare di persona i problemi, sembra emergere una valutazione negativa sulle modalità utilizzate fino a oggi in merito all’affidamento diretto del servizio. «Finalmente - conclude Fidanza -, dopo un mese e mezzo, la Corte dei Conti ha dato l’ok al dpcm e già da qualche giorno Aldo Mancurti, titolare della gestione stralcio fino a dicembre, ha trasferito un milione di euro alla Regione: ora è tutto nelle mani di Chiodi». Ancora una volta e nonostante la somma che comporterà il bando di gara europea, con tempi notoriamente lunghi.