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Pescara, 15/06/2026
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Data: 02/12/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tancredi: «Chiodi ancora alla Regione»

TERAMO Dopo il ritorno a casa dell’assessore Giandonato Morra che si butta tra le braccia de La Destra di Storace, lasciando con un palmo di naso il Pdl, il coordinatore provinciale pidiellino Paolo Tancredi, assieme al padre deus ex machina del modello Teramo, ne approfitta per analizzare il momentaccio, sostenere candidature e togliersi pure qualche sassolino dalle scarpe. Per cominciare lancia il governatore Gianni Chiodi verso il prossimo quinquennio al timone della Regione Abruzzo: «E’ la migliore candidatura a presidente per la prossima legislatura, se non è lui qualsiasi altro nome sarebbe sicuramente una diminutio. L’attaccano a tutto spiano per indebolirlo, del resto gli elogi si sprecano a Roma per il suo lavoro, con il risultato che così aumenta il numero dei suoi nemici, visti anche i temi sensibili che ha toccato e la politica di rigore che ha attuato».
NIENTE PARLAMENTO

Nega con forza ogni voce che vorrebbe Chiodi tra gli scranni del Parlamento: «Tutto il centrodestra riconosce l’ineluttabilità di un secondo mandato per Chiodi affinché termini il lavoro». Sulle fibrillazioni attuali, il senatore, relatore a Roma della legge di stabilità, parla di un momento di scomposizione e di ricomposizione del centrodestra: «Ci aspettiamo ancora altre novità sulla scia di Morra» annuncia rassicurando tutti circa la sua amicizia con «l’alleato» e assessore ai trasporti che peraltro conserverebbe nei confronti di Tancredi una certa fedeltà. Cosicché il senatore non appare preoccupato più di tanto: «Non sono come Paolo Gatti che va dicendo che il Pdl è finito, io dico che poi non è mai nato, noi siamo solo una comunità umana che sta insieme da tanti anni, dal 1999, dai tempi di Forza Italia e di An, poi Pdl; abbiamo amministrato sempre insieme, faremo questo anche dopo, non è un dramma l’attuale situazione: cinque anni fa lo stesso Pd sembrava morto, ma poi s’è ripreso. Che ognuno abbia ansia di ricollocazione -è la frecciatina diretta a Gatti- è legittimo, che però lui la voglia spacciare come grande innovazione politica, mi fa ridere».
Di mollare, il senatore ancora non ne vuol sapere: «Ho un mio consenso» assicura. Sull’éra Tancredi ormai alla fine, che poi si traduce in modello Teramo, lui pensa che non sia mai cominciata: «Noi siamo un gruppo di persone che ha lavorato per il bene della città, abbiamo dimostrato di aver amministrato seriamente e onestamente senza fare assunzioni a go-go, promozioni dirigenziali e senza distribuire soldi a pioggia; infine abbiamo gestito la crisi delle amministrazioni dopo che altri avevano fatto banchetti e baccanali».

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