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Pescara, 09/05/2026
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06/02/2007
Il Centro
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Il Nord si ferma, troppi veleni nell'aria. Accolta la proposta del Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. E veicoli inquinanti al bando entro il 2010 |
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Domenica 25 febbraio tutti a piedi tra Venezia, Bologna, Bolzano e Torino ROMA. Contro i veleni dell'aria non c'è altra strada che bloccare le auto. Il Nord fermerà la circolazione domenica 25 febbraio su proposta del presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. Domani a Roma sarà firmato l'accordo tra Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, province autonome di Trento e Bolzano e, appunto, la Lombardia per un imponente stop «federalista» ai veicoli. Nell'intesa sarà indicata la messa al bando dei veicoli inquinanti entro il 2010. La situazione dell'aria ieri si presentava preoccupante. In Emilia Romagna le rilevazioni di polveri sottili denunciavano uno sforamento dei limiti previsti dalla legge in quasi tutte le province. I dati più negativi si sono registrati a Piacenza e Reggio Emilia, seguiti da Modena, Forlì-Cesena, Bologna, Imola, Rimini, Ferrara e Parma. Situzione allarmante in Veneto dove il tempo stabile e la scarsa ventilazione hanno determinato ieri una concentrazione di polveri sottili, peggiorando decisamente la qualità dell'aria che risultava scadente in due terzi della regione e pessima nei centri urbani più grandi. Situazione non molto differente in Lombardia. In provincia di Pavia è stato superato il valore limite delle pm10 a Voghera, Sannazzaro de Burgundi, Vigevano e Pavia. In quella di Mantova dati critici in tre punti di rilevamento del capoluogo. Il blocco generale delle auto del Nord Italia, si aggiunge a quelli dei giovedì, già in vigore dall'8 gennaio (sino al 31 marzo) in Emilia Romagna dove numerosi comuni hanno aderito all'accordo di programma sul contenimento dell'inquinamento da polveri sottili. Il presidente della Lombardia Formigoni è soddisfatto per l'allarganento del fronte anti smog, così come il suo collega Errani. «Il tema dell'inquinamento atmosferico - ha detto Errani - richiede un'assunzione di responsabilità da parte di tutti, perché si tratta di un problema senza confini, la cui soluzione non può che passare dal superamento di qualsiasi contrapposizione e localismo, così come di quella logica dell'emergenza che si è rivelata del tutto insufficiente e inadeguata». Il presidente del Veneto Galan pur aderendo al blocco, afferma che non basterà. Soddisfazione è invece espressa dal ministro Pecoraro Scanio che annuncia «misure strutturali» cominciando con i 70 milioni di euro stanziati in Finanziaria finalizzati a interventi decisi dalle Regioni. Prioritario per il ministro il trasporto pubblico su ferro e quello a basso impatto inquinante. Che sia urgente bloccare una delle fonti principali di produzione di inquinamento determinato dal traffico veicolare, è evidente dall'analisi sulle origine delle polveri: le fonti di generazione del materiale di particolato sono in gran parte costituite dal riscaldamento civile e domestico e dal traffico veicolare. Nelle città contribuiscono anche le emissioni delle attività industriali. L'inalazione e la deposizione delle polveri nell'apparato respiratorio rappresentano un rischio per la salute dei cittadini e sono causa di malattie, non solo respiratorie, che colpiscono tutte le fasce d'età.
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