Fabrizio Barca passa la palla alla Regione per sbrogliare la matassa sulla questione del trasporto pubblico diretto per studenti universitari. Questo l’esito di un rapido botta e risposta sul social network Twitter tra il ministro e Antonio Morgante, il capo della segreteria del presidente della Regione, Gianni Chiodi.
LA VICENDA
La vicenda del trasporto è stata apparentemente sbloccata con l’inserimento di 1 milione di euro di copertura finanziaria nel nuovo decreto di Palazzo Chigi. In nome della trasparenza e della concorrenza, Barca ha chiesto un avviso pubblico al posto del tradizionale affidamento diretto. Ma l’entità del finanziamento è tale che, secondo Chiodi, sarà necessaria una gara europea con le conseguenti procedure burocratiche macchinose che renderanno impossibile rispettare la deadline di gennaio fissata dal ministro. Proprio di questo ha parlato Morgante nel suo tweet: «Curioso (che un) ministro (possa) parlare per (la) regione. Vostro dpcm forse obbliga a gara europea. Lei la saprebbe fare in 30 giorni?». Barca ha risposto semplicemente: «Vi stimo e so che riuscirete a rispondere nei tempi richiesti dall’urgenza ... come il centro sta facendo l’impossibile». Come dire: noi abbiamo trovato i soldi, adesso vedete voi.
IL DIALOGO
Sono le prime prove di dialogo dopo il gelo tra Ministero e Regione che si è creato quando la questione ha avuto un’improvvisa accelerazione. A portare alla svolta, il blitz del Ministro su un bus, un viaggio per verificare in incognito l’odissea che i ragazzi provenienti dalla provincia sono costretti a subire per raggiungere le facoltà. Se ci sarà gara europea, la possibile soluzione tampone potrebbe essere l’ipotesi «di prorogare i vecchi affidamenti per il tempo necessario» a svolgere la gara.