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Data: 03/12/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Alfano: "Se divisi condannati a irrilevanza". Formigoni: "Con spacchettamento, liberi tutti"

Il segretario del Pdl elogia la capacità della sinistra di dialogare con il proprio elettorato: "Dobbiamo recuperare la nostra forza". Il presidente della Lombardia contrario all'election day e all'ipotesi di togliere la fiducia a Monti.

ROMA - "Molteplici fattori hanno ridotto la nostra capacità di forza sull'elettorato. Ma la risposta non è quella di dividere ciò che è stato faticosamente unito, condannandoci tutti alla irrilevanza davanti ad una sinistra che ha saputo rilanciarsi dialogando con il suo elettorato". Dopo il nulla di fatto del colloquio di Arcore, con il partito nel caos e le primarie ancora appese alla decisione di Berlusconi sulla propria candidatura, i timori di scissione preoccupano Angelino Alfano e parte dei vertici del Pdl.

In un messaggio al congresso dei giovani Democratici cristiani, il segretario elogia la sinistra che "ha saputo rilanciarsi dialogando con il suo elettorato" e aggiunge che occorre "recuperare la nostra forza con un programma capace di battere la sinistra e restituire all'Italia un'autentica dialettica democratica". Bisogna superare "definitivamente la parentesi emergenziale di un governo tecnico che abbiamo generosamente appoggiato pensando di fare il bene dell'Italia", scrive Alfano: ''Sono sicuro - conclude - che se faremo tutto ciò, assieme potremo vincere le prossime elezioni politiche e rimanendo al servizio del popolo Italiano''.

In vista di possibili divisioni, anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, manda un avvertimento: "Se qualcuno pensa a uno spacchettamento, allora liberi tutti". Parlando a margine dell'assemblea dei Cristiano popolari di Mario Baccini, Formigoni ha detto che "lo spacchettamento significa che ognuno si organizza come meglio ritiene opportuno". "Sono sorpreso che ancora non sia stato convocato l'ufficio di presidenza o un luogo in cui decidere scelte che sono fondamentali. Se continuiamo a rimandare - ha avvertito - i nostri elettori non crederanno più a nessuno". Formigoni chiede "un Pdl unito, che si rinnovi, magari che cambi nome e che faccia chiarezza sui valori". Poi ha annunciato di aver un appuntamento con Berlusconi "nei prossimi giorni".

Election day. Per quanto riguarda le elezioni, Formigoni, è convinto che la soluzione migliore sia votare il 10 febbraio per le regionali in Lombardia, Lazio e Molise e per le politiche il 7 aprile, quindi senza election day e soprattutto senza far cadere il governo Monti. Il presidente della Lombardia dice di non considerare "una buona conclusione di legislatura" togliere la fiducia a Monti dopo che il Pdl lo ha lealmente appoggiato finora "anche negli errori che ha fatto". Togliere la fiducia ora "per una scelta di tipo formalistico" sarebbe una decisione "che gli elettori non capirebbero". Il Consiglio di Stato impone al Lazio di votare presto, e quindi secondo il governatore è "razionale far convergere il 10 febbraio il voto delle tre Regioni e lasciare che la legislatura si concluda regolarmente con l'approvazione della legge elettorale, la legge di stabilità e con il voto il 7 aprile".

Maroni ad Alfano: "Voto il 10 febbraio, ma cada governo Monti". La data del 10 febbraio per l'election day viene rilanciata anche dal segretario nazionale della Lega Nord, Roberto Maroni: "Faccio una proposta ad Alfano, l'election day il 10 febbraio anticipando la scadenza della legislatura", ha detto a margine di una convention della Lega a Genova. Ma a una condizione: "Che Alfano e il Pdl facciano cadere Monti dopo l'approvazione della legge di stabilità". "Questa è la soluzione - ha detto Maroni - che aprirebbe nuovi scenari nel rapporto con il Pdl".

Tremonti: "Primarie Pdl spompate". Non ha più alcun interesse a seguire le dinamiche all'interno del Pdl l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che, ospite di Maria Latella su Sky Tg24 ha detto: "Non ho il minimo interesse", "non ci capiamo, non mi capiscono, non li capisco da più di un anno. Ho parlato con Berlusconi sporadicamente, ci siamo sentiti per il mio compleanno". Anche le primarie sia del Pd che del Pdl non lo coinvolgono: "Le primarie del Pd e del centro sinistra mi sembrano molto pompate, figurarsi quelle del Pdl, che mi sembrano spompate". E tra i due sfidanti di oggi, non sceglierebbe nessuno, ma soprattutto il sindaco di Firenze: "Tra Bersani e Renzi? Non sto da quella parte e non ho il dovere di scegliere. Ma non voterei per Renzi".

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