PESCARA. I sindacati parlano di aumenti indiscriminati, chiedono una inversione di rotta. È duro l'attacco di Cgil, Cisl e Uil all'amministrazione «vicina», che ha deciso un aumento generalizzato dello 0,5 per cento dell'Irpef: «Questo è un bilancio rigido, ingessato, non è un bilancio partecipato» denunciano. La proposta è una rettifica della struttura dell'addizionale, con la creazione di cinque scaglioni: «L'imposta deve essere articolata per fasce di reddito» dice il segretario della Cisl Umberto Coccia, «non si può aumentare dallo 0,1 allo 0,5 per tutti solo perché così si ha un incasso garantito».
Oggi pomeriggio i rappresentanti dei sindacati confederali incontreranno i capigruppo di opposizione e di maggioranza. A loro chiederanno «un segnale di equità», la rimodulazione di alcune voci del bilancio e l'avvio della concertazione che finora è mancata: «L'amministrazione non può spiegare gli aumenti dicendo che nella seconda fascia, che dichiara tra 10 e 24 mila euro, si concentra l'evasione fiscale, perché la lotta agli evasori è altra cosa» sottolinea Umberto Coccia. «Chi ha un reddito basso, e sono operai e pensionati, non può subire un aumento che, sommato all'Irpef regionale, arriva a 220 euro l'anno, mentre nel Pescarese la povertà è in crescita».
Ma sotto accusa è l'intero programma di spesa della giunta D'Alfonso: «Le casse comunali devono pagare 17 milioni di euro di interessi passivi per i mutui contratti per realizzare le opere pubbliche, perché si è investito solo su questo terreno» rileva Paolo Castellucci, segretario della Cgil. «Nel 2003 abbiamo fatto un accordo in cui si è stabilito che si sarebbe investito sempre di più per il sociale: non si possono chiedere sacrifici senza aumentare i servizi, mentre si spende oltre un milione di euro per attività turistiche, promozione culturale ed Ente manifestazioni».
I sindacati fanno le pulci al documento di programmazione economica: «Saranno investit complessivamente 8,4 milioni di euro per il sociale, ma questa voce comprende anche la pulizia delle tombe, la derattizzazione e il canile municipale». Al netto, dunque, secondo Cgil, Cisl e Uil, l'amministrazione spenderà per i servizi previsti dal Piano di zona 5,7 milioni di euro, arrivando così al previsto 5 per cento del bilancio: «Ma in realtà» sottolineano «il 4,1 per cento di questi fondi arrivano da Regione e Provincia, mentre il Comune investirà appena 1,3 milioni di euro, dunque l'1,2 per cento del bilancio». Altrove, non nell'aumento dell'Irpef, bisogna cercare nuove risorse: nell'adeguamento dei canoni per l'occupazione del suolo pubblico e per l'uso degli impianti sportivi, per esempio, dice Castellucci, che contesta la politica culturale della giunta: «Ventimila persone in piazza per un concerto gratuito non è cultura».
Questo, ricorda Luca Piersante, segretario organizzativo della Uil, mentre «le famiglie aiutate dal Comune con l'assistenza domiciliare sono appena 421» su una popolazione di 60 mila anziani. E senza dimenticare l'altra questione bruciante, l'aumento del 10 per cento della tassa sui rifiuti, deciso a fronte del fallimento della raccolta differenziata: «Oggi siamo al 7 per cento appena, ma i Comuni che entro il 2009 non arriveranno al 60 rischieranno multe salate dalla Ue».
Ai sindacati replica l'assessore al Bilancio Camillo D'Angelo: «Ci rendiamo conto dei sacrifici, ma abbiamo fatto in modo che non li paghino i più deboli». L'assessore elenca la riduzione dell'Ici per la prima casa, l'innalzamento della «no tax area» da 7.500 a 10 mila euro. Altro potrà essere concordato. «Ma è poco corretto e collaborativo l'atteggiamento di chi sa solo criticare, anche in modo inesatto, e proporre alternative irrealizzabili». D'Angelo nega che servizi e spese per il sociale non siano aumentati: «Nel 2002 si spendevano per il sociale 8,6 milioni di euro, nel 2007 ne spenderemo 13,3». Quanto alle fasce proposte, «non danno certezza di gettito». Ma ai sindacati lancia un messaggio: «Siamo pronti a un confronto a 360 gradi».