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Pescara, 15/06/2026
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04/12/2012
Il Centro
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Politica e malaffari (2) - Appalti scuole, in cella dirigente provinciale. Corruzione, falso e peculato: Specchio nei guai per i restauri post-sisma alle scuole di Avezzano. Del Corvo: il direttore sarà sostituito. Acerbo (Prc): Del Corvo deve dimettersi |
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L’AQUILA Appalti per la ricostruzione affidati sulla scorta di documentazioni con presupposti inesistenti in cambio di favori e benefici personali: stavolta la bufera giudiziaria si abbatte sulla Provincia in relazione alla ristrutturazione delle scuole di Avezzano e Sulmona per un valore di quasi 5 milioni. Tre persone in manette su decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella: il direttore generale dell’ente Valter Angelo Specchio, 58 anni,pugliese ma residente nella frazione aquilana di Preturo, Giancostantino Pischedda, 46 anni, di San Gavino Monreale, (Cagliari), procuratore speciale della ditta «Pellegrini» di Cagliari e Rossano Franco Palazzo, 54 anni, di Foggia, titolare della società informatica «Icasystem». Specchio, prelevato ieri in Provincia, è in carcere a Teramo, Gli altri due ai domiciliari. Le accuse, dopo indagini fatte dalla polizia tributaria della Finanza, squadra mobile e carabinieri del Ros, sono state coordinate dai sostituti procuratori Stefano Gallo, David Mancini e Roberta D’Avolio. Un mare di accuse negli atti giudiziari: falso, tentata truffa aggravata, peculato e corruzione. La posizione più compromessa appare quella dell’alto burocrate per il quale i magistrati giustificano l’arresto in quanto «può inquinare le prove e per il pericolo di fuga in Romania» evento che, però, viene ritenuto meno probabile. Specchio è accusato di avere redatto due verbali «di somma urgenza» relativi «a lavori e opere di strutture per la sistemazione provvisoria degli studenti che avrebbero accolto temporaneamente le attività didattiche e gli uffici amministrativi degli istituti scolastici di Avezzano e Sulmona in vista della inagibilità per la messa in sicurezza. Il reato, secondo la Procura aquilana, sta nel «mancato reperimento di soluzioni alternative all’uso di strutture provvisorie idonee a ospitare il liceo scientifico “Pollione” di Avezzano essendo, invero, disponibili alternative prive di oneri finanziari. Ciò attraverso l’alternanza dei lavori nei due corpi di fabbrica del succitato istituto e la disponibilità, per la quota eccedente degli alunni, di una sede gratuita, l’Itis». Le cose andarono diversamente a Sulmona dove fu possibile sistemare gli alunni con spese molto contenute per la finanza pubblica. Ma vediamo il ruolo degli altri due indagati. Specchio avrebbe poi agevolato l’imprenditore Palazzo, marito della sua ex moglie. Per raggiungere il suo scopo si sarebbe fatto interprete della necessità di dotare i cantieri degli edifici scolastici di un moderno servizio di monitoraggio on-line e di dotare i funzionari di materiale informatico, sottoscrivendo le determine. Un monitoraggio mai attivato . Poi il tentativo di truffa ai danni dello Stato non andò in porto visto che il finanziamento non fu ritenuto ammissibile. Ma i lavori all’istituto «Pollione» di Avezzano sono più di altri il cuore dell’inchiesta e qui entra in gioco Pischedda: i lavori da liquidare avrebbero dovuto riguardare non la demolizione e la ricostruzione ma solo una messa in sicurezza. Il grande imbroglio, già segnalato dalla Corte dei conti, sta soprattutto lì. E da Pischedda, procuratore dell’azienda cui furono appaltati quei lavori, Specchio ebbe delle regalie: il pagamento di un’auto noleggiata da Pischedda, biglietti aerei per due persone dal 15 al 18 giugno 2012 e il pagamento per sé e autista di pranzi in un ristorante di Avezzano. Al solo Specchio è contestata una raffica di episodi riconducibili al peculato utilizzando a suo piacimento la Bmw 523 dell’ente, per fini privati: la usava per andare al ristorante con amici, per andare a Roma al concerto di Madonna (il 12 giugno scorso); ma anche per accompagnare un’amica, o per andare all’aeroporto di Fiumicino per prelevare due ragazze e portarle in Abruzzo ma anche per fare una gita sulla riviera romagnola. Sono almeno una quarantina gli episodi di questo genere che dovranno essere giustificati oltre a un pieno di carburante non dovuto a un’auto in uso alla moglie. Nella giornata di ieri è stato fatto un blitz in Provincia da parte delle Interforze che ha comportato il black-out delle attrezzature informatiche dell’ente. Nel pomeriggio gli investigatori sono andati via dopo avere prelevato matrici di assegni e floppy disk. «Cattiverie e vendette contro di me», ha urlato il dirigente mentre la polizia giudiziaria lo portava in cella. Vedremo.
Del Corvo: il direttore sarà sostituito Il presidente prende le distanze dal suo uomo di fiducia e si dice pronto a chiedergli i danni
L’AQUILA «Questa è per noi una giornata amara, ma siamo qui per dire che difenderemo gli interessi della Provincia, che non ci sarà interruzione amministrativa e che siamo a disposizione della magistratura». Così ha esordito il presidente della Provincia Antonio Del Corvo in una conferenza stampa andata in scena mentre ancora polizia, carabinieri e finanza stavano acquisendo documenti alla Ragioneria e all’ufficio del direttore generale Valter Angelo Specchio finito appena qualche ora prima in manette. Una conferenza stampa, convocata in gran fretta, per cercare di arginare un fiume ormai in piena. Con Del Corvo tutti i suoi assessori . E subito la forte presa di distanza dal direttore generale, «che verrà al più presto sostituito» ha tagliato corto il presidente, aggiungendo però di aver chiamato in Provincia l’ex ingegnere capo del Comune di Celano, perché persona di sua fiducia. «Il direttore generale è una figura centrale», ha affermato Del Corvo. «Provvederemo a sostituirlo in tempi rapidi poiché non possiamo rischiare il blocco della macchina amministrativa. Abbiamo 542 dipendenti e 8 dirigenti, non possiamo avere situazioni di stallo». Sostituzione immediata, ma non solo. «Saremo pronti a tutelare la Provincia in ogni sede, anche avviando azioni risarcitorie». In quanto a possibili ripercussioni politiche, per Del Corvo la cosa è da ritenersi «fuori discussione». Come dire «nessun problema per la tenuta della giunta» e nessun “mea culpa” per non avere avuto occhi per vedere. «Sappiamo poco dell’inchiesta, anche se le acquisizioni di atti sono cominciate quasi un anno fa. Ma nessuno di noi ha mai sospettato che al centro delle indagini ci fosse proprio il direttore» si è affrettato a dire Del Corvo senza aggiungere altro sull’operato degli inquirenti e sulla loro attività investigativa. «Specchio l’ho conosciuto quando ero vicesindaco al Comune di Celano. Sono le circostanze che mettono insieme le persone. È diventato direttore perché sembrava la persona giusta in un’amministrazione alle prese con la ricostruzione post-terremoto». L’uomo “giusto”, anche se quella nomina aveva suscitato forti proteste, «ma non l’uomo del senatore Filippo Piccone», ha risposto Del Corvo ai giornalisti tentando così di spiegare che quella “promozione” non era stata calata dall’alto. «Mi sembra esagerato, nessun uomo appartiene a un altro uomo», ha commentato per poi rivelare di aver poco prima ricevuto la telefonata del senatore Piccone, «ma solo per esprimerci la sua vicinanza». Risposte brevi e “abbottonate”, quelle di Del Corvo, accompagnate dal silenzio dei suoi assessori. Per tutti loro una giornata da archiviare.
Acerbo (Prc): Del Corvo deve dimettersi L’AQUILA Le dimissioni di Del Corvo. Non ha mezze parole il consigliere regionale del Prc, Maurizio Acerbo, il quale, dopo il “terremoto giudiziario” alla Provincia, attacca frontalmente il presidente. «Questa inchiesta», spiega Acerbo, «offre uno spaccato assai emblematico dei valori e dei metodi di gestione della cosa pubblica del berlusconismo nostrano. Ci vuole davvero un’incredibile faccia tosta per dichiarare come ha fatto il presidente Del Corvo di non vedere un peso politico da questa vicenda”». Acerbo ricorda che il direttore arrestato è stato nominato da Del Corvo e viene dall'amministrazione comunale di Celano. «Quindi si tratta di uomo di fiducia sia del presidente Del Corvo che del senatore-sindaco-coordinatore regionale del Pdl abruzzese Filippo Piccone. Non si tratta di un usciere ma di un personaggio chiave del gruppo di potere targato Pdl nella Marsica. In qualsiasi paese europeo per non parlare degli Stati Uniti», prosegue Acerbo, «un direttore che va a prostitute con l’auto blu pagata dai cittadini andrebbe a casa con la velocità di un missile. Basterebbe questa sola accusa per determinare l’immediata rimozione. Del Corvo non può cavarsela così a buon mercato quando è arcinoto che la sostituzione del precedente direttore e la nomina di Specchio è stata per lui una priorità assoluta». Duro il commento anche dell’ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane. «Sulla vicenda della messa in sicurezza delle scuole avevamo chiesto chiarezza in più occasioni», commenta. «Avevamo il sospetto che la gestione fosse stata opaca. Ora la magistratura farà il suo corso. Va evidenziato, però», aggiunge, «che ogni nostra sollecitazione ad una maggiore trasparenza è sempre caduta nel vuoto e voglio pubblicamente denunciare che la richiesta, fatta più volte, della documentazione delle procedure eseguite non è mai stata corrisposta. Le carte non ci sono mai state date. Ci siamo appellati anche al prefetto, ma neanche questo è servito per avere la documentazione». Intanto, il sindacato Coisp, attraverso il portavoce Santino Li Calzi, ricorda che l’operazione è frutto del «grande lavoro fatto dalle forze dell'ordine che, nonostante i continui tagli alle risorse, riescono con grande spirito di sacrificio ad ottenere questi importanti risultati. Risultati ottenuti», aggiunge, «grazie al prezioso apporto di personale attualmente “aggregato” alla Squadra Mobile aquilana».
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