Firmato a Lione l’accordo tra Hollande e Monti
«Decisione per l’Europa, senza rinvii»
PARIGI La Tav s'ha da fare. Mario Monti e François Hollande hanno spazzato via dubbi e tentennamenti e confermato la realizzazione dell'alta velocità Torino-Lione. Come i testimoni di un matrimonio, in piedi e sorridenti, hanno assistito alla firma del ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera e quello dei Trasporti Frederic Cuviller sotto la dichiarazione congiunta che conferma il progetto «nelle tempistiche previste». È l'atto più importante del trentesimo vertice bilaterale franco-italiano che ieri si è svolto proprio a Lione. E per dimostrare che la Tav non solo si farà, ma resta al cuore delle relazioni transalpine, Monti ha proposto, e Hollande subito accettato, di organizzare il prossimo summit tra i due Paesi nel 2013 a Torino.
L'alta velocità ha subito dunque ieri a Lione un'accelerazione. «L'Europa non ha bisogno di rinvii, ha bisogno di decisioni concrete» ha detto Mario Monti, assicurando che non è soltanto una questioni di tunnel e binari. In questo progetto, ha aggiunto il presidente del Consiglio, «ci sono molte cose in gioco: non solo il trasporto ma anche un'idea d'Europa». Monti si è detto anche sicuro che la Tav non subirà ulteriore frenate a Roma: «L'accordo - ha precisato Monti a Lione - sarà presto sottoposto alla ratifica del Parlamento italiano. Personalmente, pur rimettendomi al giudizio sovrano del Parlamento, credo che non sarà troppo difficile spiegare i benefici di questa opera per l'Italia e l'Europa».
LA CONVERGENZA
Sugli stessi binari anche Hollande: «Siamo molto uniti e anche convergenti per una politica unita: per questo abbiamo sottoscritto il progetto Torino-Lione, che è importante per entrambi i nostri Paesi». Come per Monti, anche per Hollande «tra Italia e Francia c'è una grande convergenza sui temi europei. E fra questi il collegamento Tav Torino-Lione, una grande infrastruttura europea».
Se sul piano del principio e della volontà nessun dubbio può ormai più sussistere sulle intenzioni italo-francesi di realizzare la Tav, qualche incertezza resta invece lecita sul finanziamento del progetto, che richiede un decisivo apporto europeo. Il presidente francese ha confermato ieri a Lione il contributo della Commissione Ue «a livello del 50 per cento nel periodo di studio, e si tratta un ammontare acquisito».
I DUBBI SULLA CRISI
Sul futuro, in particolare sulla fase di costruzione, pesano però i dubbi della crisi. Per la fase successiva il contributo dell'Unione dovrebbe essere del 40 per cento sui lavori, stimati nel 2010 a 8,5 miliardi di euro. «Molto, però - ha ammesso Hollande - dipenderà dal bilancio europeo». Più ottimista il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera: il contributo europeo è «importante» ma Roma e Parigi «contano di ottenerlo».
«E' stato confermato tutto - ha detto Passera - i due Paesi si sono detti al massimo livello che viene confermato il loro impegno per la realizzazione dell'opera: che viene confermato l'orizzonte 2013-2023; che l'impegno di 8,2 miliardi sarà diviso e sarà condivisa la richiesta all'Europa di contribuire per il 40 per cento agli investimenti».
Francesca Pierantozzi