L’AQUILA L’Abruzzo è la prima regione in Italia a votare e approvare la riduzione del numero dei consiglieri regionali da 42 a 30 più il governatore eletto dalla prossima legislatura (in questa i consiglieri sono 45 per un meccanismo legato alla legge elettorale), adeguandosi così alle norma nazionale di riordino dei consigli. La riduzione dei seggi è prevista nella variazione allo statuto della Regione approvato ieri mattina all’Emiciclo all’Aquila. In realtà il primato spetterebbe alla Regione Lazio, ma lì il taglio è stato deciso d’ufficio da Monti dopo il caso Fiorito. La norma approvata riduce anche il numero degli assessori da 10 a 6. Soddisfatto il governatore Gianni Chiodi, che invita l’aula «a provvedere con l’abolizione del listino che conta 8 consiglieri non scelti dai cittadini». Si tratterà ora infatti di conformare alla nuova lettera dello statuto la legge elettorale regionale incagliata per il mancato accordo sulle quote di sbarramento. La discussione slitterà probabilmente a gennaio dopo la sessione di bilancio. «Ma», spiega il portavoce del Pdl Riccardo Chiavaroli, «il decreto legge del governo 174 prevede il taglio dei seggi al di là della modifica della legge elettorale. Se per assurdo dovessimo andare al voto domani, i consiglieri eletti sarebbero comunque 31, e il listino (la lista del presidente ndr.) verrebbe ridotto in maniera proporzionale». Per il presidente dell’assemblea Nazario Pagano si tratta di una ulteriore tappa nella riduzione dei costi della politica, «un percorso iniziato dall’inizio della legislatura, che ha portato già nel 2010, al taglio delle indennità e dei fondi ai gruppi, oltre all’introduzione di sanzioni pecuniarie per i consiglieri che non partecipano alle sedute del Consiglio e delle Commissioni». Entro il 23 dicembre, ricorda Pagano, arriveranno in aula anche altri provvedimenti: tagli al trattamento economico dei Consiglieri, alle auto di rappresentanza, al personale dei gruppi politici e al numero dei dirigenti, che in Consiglio scenderanno del 30%. «Queste azioni» sottolinea Pagano «ci hanno permesso di ridurre le spese del Consiglio regionale dagli oltre 33 milioni di euro del 2009 ai 29 del 2012. Cifre che scenderanno ancora, fino a toccare nel 2014 i 25 milioni. Risultati che hanno portato l’Abruzzo a diventare un modello di riferimento per le altre Regioni italiane». Non si unisce al coro della maggioranza il capogruppo del Pd in Consiglio Camillo D’Alessandro: «E’ stata l’opposizione, con grande senso di responsabilità, a differenza della maggioranza che non era presente in aula, a garantire il numero legale, consentendo difatti l’approvazione della norma di modifica dello Statuto». Critico anche il rappresentante Idv Cesare D’Alessandro: «La maggioranza di centrodestra al Consiglio regionale si liquefa come neve al sole ogni qualvolta si deve votare.Ma Chiodi non appare preoccupato più di tanto, forse troppo interessato al suo futuro politico, tanto da dimenticarsi di presentare in Consiglio la legge di bilancio». Alla ripresa pomeridiana dei lavori l’assemblea ha approvato la legge Europea regionale 2012. Il provvedimento stabilisce le modalità di partecipazione della Regione ai processi normativi dell’Unione Europea e definisce le modalità di esecuzione degli obblighi comunitari. La norma interviene su una serie di settori che vanno dall’agricoltura alla zootecnia, dalla pesca alla sanità, dai farmaci ai servizi.