Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.976



Data: 05/12/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dopo lo statuto meno soldi ai gruppi

L’AQUILA Alla fine ringrazia tutti il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, «grazie a maggioranza e opposizione». Ma se alla fine la modifica allo statuto regionale per ridurre il numero di consiglieri e assessori viene approvata dal consiglio regionale, è soltanto grazie all’opposizione. Perchè la maggioranza, come al solito, si defila. Alla fine la sforbiciata passa, e grazie all’input del governo Monti il numero dei consiglieri viene ridotto da 45 a 31 (29 eletti, più il presidente eletto e quello sconfitto) e gli assessori da 10 a 6. Subito Pagano e Chiodi convocano una conferenza stampa per sbandierare il risultato ottenuto, senza contare che già da tempo, e per la precisione da quando la modifica era stata approvata in prima lettura e quindi non era ancora operativa, si erano susseguiti comunicati e conferenze stampa.
Il clima è giusto per puntare a nuovi obiettivi: entro il prossimo 23 dicembre, annunciano all’unisono Chiodi 6 Pagano, arriveranno in aula altri provvedimenti «che contribuiranno ulteriormente a ridurre i costi della politica, con tagli al trattamento economico dei consiglieri, alle auto blu, ai gruppi consiliari e al numero dei dirigenti, che scenderanno del 30 per cento». «Queste azioni - ha aggiunto Pagano - ci hanno permesso di ridurre le spese del consiglio regionale dagli oltre 33 milioni di euro del 2009 ai 29 del 2012. Cifre che scenderanno ancora, fino a toccare nel 2014 i 25 milioni. Risultati che hanno portato l’Abruzzo a diventare un modello di riferimento per le altre regioni italiane».
Non ci sta Camillo D’Alessandro, capogruppo del Pd, che ricorda a Pagano che a costringerlo ad effettuare i tagli della politica, a partire dalla riduzione degli stipendi dei consiglieri, è stato il pressing della stampa e l’esempio dell’opposizione che decise di autoridursi i compensi proprio per mettere il centrodestra con le spalle al muro. E soltanto a distanza di un anno e mezzo dall’insediamento del governo Chiodi, e al termine di un estenuante e macchinoso lavoro di una commissione istituita ad hoc, si arrivò alla tanto pubblicizzata riduzione degli stipendi. Aggiunge D’Alessandro: «Abbiamo assistito all’ennesimo fallimento della maggioranza di centrodestra. L’opposizione con grande senso di responsabilità, a differenza della maggioranza che non era presente in aula, ha garantito il numero legale, consentendo l’approvazione della modifica dello statuto. Suggerisco a Pagano di chiedere scusa, a nome della maggioranza e del suo partito, per la grave assenza in aula. La mancata approvazione della legge avrebbe infatti comportato per le casse della Regione pesanti sanzioni, fino allo scioglimento del consiglio regionale». Senza contare che è ancora in vigore il famigerato listino, che consente a otto consiglieri scelti dai partiti di essere eletti senza preferenza. Quindi se si andasse a votare domani, si voterebbe ancora col listino. E tutto perchè la modifica alla legge elettorale è ancora ferma in commissione, imbrigliata in mille resistenze, e non arriverà in aula prima di gennaio per lasciare spazio alla discussione sul bilancio, che a detta di Cesare D’Alessandro dell’Idv è già in ritardo.
Dopo varie verifiche del numero legale, il consiglio approva anche la legge europea che stabilisce le modalità di partecipazione della regione ai processi normativi dell’Unione europea e la legge che autorizza la regione a entrare come socio fondatore nella fondazione Mario Negri sud.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it