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Pescara, 15/06/2026
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Data: 05/12/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Costi politica, primo via libera ai tagli. Fiducia al Senato, da oggi il dl blindato alla Camera. Meno potere di controllo alla Corte dei conti

ROMA Si allenta la stretta dei controlli da parte della Corte dei Conti sulle Regioni mentre sopravvivono quasi indenni i tagli al numero di consiglieri e assessori e ai loro emolumenti. Il decreto legge sui costi della politica ha incassato ieri la fiducia del Senato (seppure con soli 194 sì) e si avvia a un esame lampo alla Camera dove oggi il governo blinderà di nuovo il testo che ha solo quattro giorni per essere convertito e non decadere. Fra le ultime novità approvate la possibilità per i centri sotto i 20mila abitanti di accedere al Fondo salva-comuni, l’aumento del 50% del prestito per gli enti locali, l’anticipo di cassa di 50 milioni per le Regioni in rosso e, infine, l’estensione agli autonomi dei benefici dati alle imprese delle zone colpite dal sisma dell’Emilia. Nel maxiemendamento non entrano invece le ulteriori misure, pure votate in commissione, pro terremoto: niente da fare quindi per la cosiddetta «busta pesante» e per l’estensione dei benefici alle aziende con danni indiretti. L’impegno è di riparlarne nella legge di stabilità. Blocco spesa Regioni. No al controllo preventivo di legittimità sui singoli atti di Regioni ed Enti locali (inizialmente previsto). La Corte potrà controllare solo il bilancio preventivo e il consuntivo ma potrà bloccare un programma di spesa. Taglio stipendi. I nuovi parametri sono stati individuati sulla base della Regione più virtuosa: i presidenti non potranno guadagnare più di 13.800 euro lordi e i consiglieri regionali non più di 11.100. Stop cumuli. Non sarà più possibile sommare indennità o emolumenti. Prevista la gratuità della partecipazione alle commissioni permanenti e speciali, con l’esclusione anche delle diarie. Taglio consiglieri. Entro 6 mesi va attuato quanto previsto dal decreto anti-crisi dell’estate 2011, che taglia il numero di consiglieri e assessori in rapporto al numero degli abitanti. Sindaci via. La sanzione a carico degli amministratori locali, come i sindaci, che hanno contribuito con dolo o colpa grave al dissesto finanziario è l’incandidabilità per 10 anni. In più, pagano una multa pari a un minimo di 5 e un massimo di 20 volte la retribuzione. Rimborsi partiti. Niente rimborsi ai monogruppi, ai movimenti e ai partiti. I finanziamenti e le agevolazioni in favore dei gruppi consiliari vengono invece tagliati pesantemente: saranno la metà di quelli previsti dalla Regione più virtuosa. Imu no profit. Le norme per l’Imu per il no profit, comprese le scuole paritarie, sono legge.

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