TERAMO «Il governo non si ferma e noi continuiamo la battaglia». Il sindaco Maurizio Brucchi non abbassa la guardia contro il decreto di riordino delle province. Ieri, insieme ai delegati dei Comuni di Mantova, Crotone e Asti e in rappresentanza dei 35 capoluoghi soppressi dal provvedimento governativo, il primo cittadino ha incontrato a Roma i capigruppo al Senato di Pdl e Pd. «Sono emersi sviluppi positivi», fa notare, «ma la situazione resta complessa e dinamica». Nella riunione, organizzata tramite l'intervento del senatore Paolo Tancredi, Maurizio Gasparri (Pdl) e Nicola Latorre (Pdl) hanno annunciato la disponibilità a rivedere alcuni aspetti del decreto. «E' stato preso l'impegno a riconsiderare i criteri identificativi dei capoluoghi», fa notare Brucchi, «ed è un fatto positivo perché così Teramo potrebbe tornare in gioco». I senatori di entrambi i gruppi hanno recepito le proposte di far slittare il termine, fissato a fine dicembre, per lo scioglimento dei consigli e delle amministrazioni provinciali in carica e di rimettere in discussione le funzioni assegnate ai territori. «Tutti sostengono che il decreto è un pasticcio», fa notare il sindaco, «ma un ostacolo è rappresentato dal fatto che il governo chiede la fiducia su ogni provvedimento e così blinda il voto». Tancredi ha chiarito che boccerà comunque il riordino e come lui sarebbero pronti a fare lo stesso molti altri parlamentari di Pd e Pdl. «Il decreto è all'esame della commissione in Senato», osserva il sindaco, «e sono stati presentati 700 emendamenti che andranno esaminati». I tempi sono molto stretti e l'approdo in aula del provvedimento potrebbe slittare. La manifestazione nazionale a Roma promossa da Brucchi resta fissata per lunedì, ma verrebbe rinviata se dalla commissione arrivassero segnali positivi.