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Data: 05/12/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Scala mobile ferma «Colpa del gestore»

La scala... immobile, troppo spesso più croce che delizia. Una delle rampe, quella in discesa, è ancora bloccata. «È ferma da un pezzo e non si capisce perché. Una cosa che si ripete spesso», protestavano ieri gli studenti, nell'imboccare l'ingresso dell'impianto in piazza Escrivà e affrettarsi a raggiungere i pullman al terminal bus di viale Gran Sasso. Chiusa la rampa, bisogna scendere i circa 200 gradini che portano al termine della struttura e portarsi alla partenza dei mezzi pubblici extra urbani.
Studenti, ma anche lavoratori pendolari meno giovani e persone anziane, per le quali diventa davvero problematico la rampa fissa alternativa situata nel mezzo di quelle mobili. «È vero, è da parecchio che la seconda rampa mobile non funziona, ma la riattivazione mi dicono che sia imminente», afferma l'assessore ai lavori pubblici Mario Colantonio. Dice che non è colpa dell'amministrazione comunale, perché il problema deve risolverlo la società che ha in gestione l'impianto scale mobili con la società di manutenzione che opera per conto dell’Ati Ecoesse. Il mancato funzionamento sarebbe dovuto alla necessità di sostituire alcuni pezzi della componentistica che subiscono l'usura del tempo e vanno cambiati.

I CONTROLLI
«Naturalmente, l'attività e la tenuta degli impianti dati in concessione, subiscono per norma il controllo da parte dell'amministrazione comunale e questo esercizio noi lo facciamo, sollecitando la riattivazione completa e più veloce possibile della infrastruttura di collegamento pedonale», sottolinea l'assessore ai lavori pubblici. E continua a restare chiuso il cantiere per il completamento del tunnel pedonale da oltre 2 milioni di euro che dovrà collegare il terminal bus con largo Barbella. Opera ritenuta dall'allora amministrazione di centro sinistra strategica per la mobilità cittadina, per decongestionare il traffico nel centro storico, per migliorare la viabilità generale sul Colle e consentire a chi arriva per lavoro o affari da fuori città di raggiungere velocemente la parte alta del capoluogo.
L’INCOMPIUTA
Ma è difficile prevedere quando l'impianto sarà completato e potrà finalmente entrare in funzione. È costata oltre 2 milioni, di cui un milione e 600 mila di fondi europei e 400 mila di risorse messe dal Comune. «Da quando sono assessore, l’unica lavorazione è stata l'impianto di ascensore», sottolinea Mario Colantonio. I lavori sono bloccati da tempo, mentre l'amministrazione comunale ha dovuto risolvere il contratto con la impresa appaltatrice Tecovie di Teramo. «Ci sono fornitori che hanno inviato al Comune atti di pignoramento per conto terzi, ci sono partite debitorie da sanare giudiziariamente; insomma la situazione è seria e complessa», spiega l'assessore. Per i lavori di completamento del tunnel pedonale servono non meno di 200 mila euro, di cui 100 in cassa per il mancato pagamento dell'ultimo Sal, altri 100 da trovare nel bilancio. Con la critica condizione finanziaria del Comune, trovarli non è facile. Ma, si garantisce, l'opera non resterà incompiuta.

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