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Pescara, 15/06/2026
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Data: 06/12/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
L’alleanza bipartisan sblocca 12 milioni. Missione di Febbo a Bruxelles per il fermo biologico riservato solo alla marineria pescarese

Fronte del porto I senatori del Pd e del Pdl ottengono dal governo i fondi mancanti per il dragaggio e per gli indennizzi

Sull’asse Roma-Bruxelles fioccano buone notizie per il porto e per la marineria. Nella capitale, Palazzo Madama ha approvato un emendamento presentato dai senatori abruzzesi Franco Marini e Giovanni Legnini (Pd), Andrea Pastore e Paolo Tancredi (Pdl). L’emendamento bipartisan era stato annunciato venerdì scorso ed è andato in aula ieri sera per la ratifica, puntualmente avvenuta, dopo essere stato inserito nel Decreto sviluppo. Un provvedimento di grande importanza perché si muove in due direzioni: da un lato finanzia con 9 milioni la parte mancante dello stanziamento per il dragaggio al cui intervento erano stati già destinati i primi 4,5 milioni; dall’altro lato sblocca 3 milioni per gli indennizzi a favore della marineria e dei lavoratori portuali. «Le commissioni Industria e Bilancio del Senato - spiegano Legnini, Marini, Pastore e Tancredi - hanno dato il via libera a un emendamento a nostra firma che contiene lo stanziamento di 12 milioni. Il testo è stato recepito nel maxiemendamento del Governo sottoposto al voto di fiducia in serata. Finalmente arriva una risposta concreta che consentirà di risolvere il problema del dragaggio e alleviare le gravi perdite subite dalla marineria di Pescara». Destra e sinistra hanno sotterrato l’ascia di guerra per un po’ di tempo pur di centrare un risultato atteso: dei 9 milioni essenziali per ultimare il finanziamento del dragaggio aveva parlato per primo il sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta nel vertice pescarese in Prefettura, un compito che spettava al Governo passando per i Ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture. Ma ci voluti due mesi di lavoro e trattative per venirne a capo ed è chiaro che l’iniziativa congiunta dei senatori abruzzesi ha avuto il suo peso politico per accelerare la svolta. Nella capitale belga, invece, era in gioco una sola partita, ma essenziale per rimpinguare le casse dissestate degli armatori. Una partita relativa al fermo biologico fuori stagione da suddividere in due tranches: da dicembre alla fine di febbraio lo stop sarà riservato all’intera marineria abruzzese per il ripopolamento delle vongole nel comparto Sud, mentre dal 1° gennaio al 15 febbraio verrà destinato soltanto alla marineria pescarese che a differenza delle altre è stata costretta a rimanere ferma per il mancato dragaggio del porto. L’inviato speciale della Regione per questa missione possibile nella sede della Direzione generale Pesca dell’Unione europea è stato l’assessore Mauro Febbo il quale, dopo l’incontro chiarificatore di lunedì con la marineria pescarese, ha perorato la causa sino a strappare l’agognato "sì" di Bruxelles. Questo significa che da metà luglio a metà settembre, quando le altre marinerie osserveranno il fermo biologico, gli armatori pescaresi potranno lavorare regolarmente. Una decisione che non è stato facile far accettare all’Unione europea, per la quale si tratta di uno strappo alla rigida regola senza tenere conto dell’unicità della situazione. Appena tornato dal Belgio, infine, Febbo si rimetterà al lavoro per concretizzare un altro provvedimento importante per i lavoratori portuali strettamente legato ai tre mesi di fermo forzato e inevitabile anche a causa del dragaggio che si concluderà a inizio primavera. Ci riferiamo ai 650mila euro che la Giunta regionale ha destinato agli aiuti per le imprese degli armatori e in particolare per i dipendenti che non percepiscono un euro da quasi sei mesi. Una cifra che i pescatori, però, giudicano ancora insufficiente, tant’è che hanno chiesto a Febbo di trovarne altri 200mila per garantire una copertura economica completa nei tre mesi di stop. E l’assessore ha risposto: «Tranquilli, ci sto già lavorando».

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